Itci - Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale

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martedì 9 ottobre 2018

La via della bellezza. Un percorso di riscoperta


Sarà presentato venerdì 23 novembre prossimo, presso il Cineteatro S. Francesco della parrocchia Gesù e Maria di Foggia, il nuovo libro intitolato “La Via della Bellezza” di Maurizio Sorbo, giovane scrittore di Foggia, edito dalla Capponi Editore con prefazione del Prof. Tonino Cantelmi.
Il cuore del progetto de “La Via della Bellezza” è rappresentato dall’analisi del concetto di “Bellezza” da due prospettive differenti ma compenetrate: da una parte la visione teologica, con Don Carlo Lorenzo Rossetti di Valdalbero, e dall’altra quella psicologica, con le Dott.sse Michela Pensavalli e Cristina Congedo. Due prospettive scientifiche sulla carta molto lontane tra loro ma che nell’intimità della Bellezza e del corredo di emozioni e valori che essa porta in eredità trovano punti forti di contatto.
Sarà un momento non per offrire un dibattito di carattere accademico, ma fornire alcuni spunti di riflessione su un tema tanto affascinante quanto inesplorato. Presentandolo in maniera meno massificata e più profonda, nella convinzione che la Bellezza, nella sua accezione più completa, non possa non condurre ad un benessere fisico, psichico-spirituale e sociale riscoprendo, nel mondo circostante, l’Amore di Dio per l’uomo.

giovedì 16 luglio 2015

Libro "WEB EDUCATION" di Michela Pensavalli, Maria Scicchitano, Marabella Bruno e Massimiliano Marzocca (a cura del prof. Tonino Cantelmi)


La d.ssa Michela Pensavalli presenta il libro "WEB EDUCATION" (a cura del Prof. Tonino Cantelmi) scritto in collaborazione con la d.ssa Maria Scicchitano, la d.ssa Marabella Bruno e il dr. Massimiliano Marzocca.

Il ibro nasce a seguito del progetto di "Educazione al Web" svolto negli ultimi due anni consecutivi presso l'Istituto San Vincenzo de Paoli di Ravenna ed ha come obiettivo l’approfondimento della tematica della digitalità, al fine di orientare i ragazzi che utilizzano i new media, verso comportamenti adeguati diminuendo così la possibilità che si imbattano in situazioni rischiose, mettendoli nelle condizioni di conoscere le strategie migliori per evitare i pericoli e per riflettere sul potenziamento dei vantaggi di questi mezzi.

Funge da utile strumento anche agli insegnanti in quanto vengono forniti, al termine di ogni capitolo, degli esercizi pratici da svolgere in aula insieme agli alunni che affrontino e approfondiscano le tematiche trattate.

Il libro è consultabile e scaricabile on line accendendo al sito www.itci.it alla pagina Educazione al Web.


mercoledì 15 luglio 2015

Schiavi del sesso. Sesso patologico, eccessi, dipendenza e tecnosex - Tonino Cantelmi & Emiliano Lambiase

"Schiavi del Sesso
Sesso patologico, eccessi, dipendenza e tecnosex"
di Tonino Cantelmi e Emiliano Lambiase.

Dipendenza sessuale: un disturbo fantomatico, spesso utilizzato per giustificare comportamenti e condotte sessuali patologiche. 
Se ne parla tanto, anche troppo e raramente in modo adeguato, nei film, nelle pubblicazioni, nei rotocalchi e, in assenza di una definizione scientifica condivisa sono difficilmente confrontabili teorie, statistiche e approcci terapeutici. 
Scopo del libro è di riportare il focus sul piano scientifico, introducendo alla comprensione del disturbo da ipersessualità attraverso l'uso rigoroso di criteri scientifici chiari e tali da delineare l'estensione, la gravità e le modalità in cui tale patologia può manifestarsi. 
Il disturbo da ipersessualità non è la positiva, piacevole e intensa sessualità e non va nemmeno confuso con la semplice alta frequenza di rapporti sessuali. 
I soggetti affetti da tale disturbo hanno perso il controllo sulla propria capacità di scegliere, divenendo incapaci di gestire il proprio comportamento sessuale. 
Il volume presenta le più recenti scoperte e proposte a livello di definizione, comprensione e terapia, mettendo a disposizione dei professionisti le conoscenze acquisite in anni di studio, ricerca e pratica clinica.


lunedì 14 luglio 2014

Ar vadinsiu tave savo meile? - traduzione in lituano del libro "Scusa se non ti chiamo (più) amore" di Tonino Cantelmi e Michela Pensavalli

A distanza di 4 anni, il libro è stato tradotto e pubblicato anche in lingua lituana.



Un mondo digitale e fluido: intervista a Tonino Cantelmi



Dipendenza da internet, dal cellulare, da Facebook e i social network, confini sempre più sfumati tra la nostra identità digitale e quella reale: oggi ci confrontiamo su questi temi molto attuali con il professor Tonino Cantelmi, psichiatra e autore di un saggio intitolato Tecnoliquidità (San Paolo), che mette in guardia dai rischi di un’esistenza che ruota e si sviluppa nella quotidianità sempre attorno al web. Proviamo a fare il calcolo delle quantità di ore giornaliere trascorse online, davanti al computer o ai numerosi device. A giudicare dalle tesi esposte nel libro, forse dovremmo imporci delle pause… prima di tutto per la nostra salute mentale.
Professor Cantelmi, l’uomo contemporaneo sembra immerso costantemente in un mondo digitale e fluido: quali sono i rischi per la sua identità e psiche?
La metamorfosi della mente nella postmodernità tecnoliquida è su più piani: cognitivo (cambia l’attenzione, che diventa multitasking, il pensiero è più veloce, più percettivo e meno simbolico, cambia il modo di apprendere, di leggere, di studiare), emotivo-affettivo (l’amicizia e l’amore ai tempi dei social sono più rapidi, diffusi, superficiali, condivisi e rappresentati mediaticamente; la ricerca di emozioni forti tecnomediate cambia l’assetto emozionale), sociorelazionale (la socializzazione virtuale desertifica le piazze, persino la politica tweetta). L’identità diviene multipla secondo i vari tecnocontesti, frammentata e assemblata di volta in volta.
Social network e relazioni interpersonali: quali problematiche sta riscontrando dal suo osservatorio?
L’unico vero rischio è l’impoverimento dell’empatia, dell’incontro autentico fra due persone. Stiamo assistendo a un cambiamento colossale della relazione interpersonale a causa di una massiccia tecnomediazione della relazione. Siamo sempre più avatar, sempre più rappresentazioni di noi stessi sulle pagine social, sempre più catturati da una sorta di venefico narcisismo digitale. La questione che si pone oggi è questa: cosa è l’autenticità?
Il web ci sta rendendo tutti più soli oppure si tratta solo di saperlo gestire?tecnoliquidità
Siamo sempre più connessi, più informati, più stimolati ma esistenzialmente sempre più soli. Questo è un paradosso: abbiamo centinaia di amici sui social, pronti a cliccare “mi piace” sulle incredibili stupidaggini che postiamo e nessuno o pochi che ci capiscono davvero e che sono in grado di condividere con noi non la foto ritoccata ma l’intimità autentica. Tuttavia il bisogno di incontro autentico, interumano, empatico e intimo è un bisogno irriducibile.
Come si riconosce la tecnodipendenza e quali sono i rimedi?
Tutta la società marcia verso una colossale tecnodipendenza, che annulla giorno e notte, lavoro e riposo, in una costante immersione digitale. Le pause non sono tollerate: eccoci pronti a smanettare sullo smartphone in fila dal medico, o sul treno, riducendo ogni interstizio sociale a un gioco che ci faccia passare velocemente il tempo. Alcuni però sono troppo immersi, troppo catturati dal digitale, troppo eccitati dal web da trascurare la vita reale in modo eccessivo. Per questi c’è da pensare a veri e propri digital detox. Sensa il digitale non si può vivere, ma troppo digitale disumanizza. Un mucchio di giovani diventano degli avatar viventi, pallide caricature della vitalità che dovrebbero invece possedere. Io propongo la slow technology. Tecnologia sì, ma più lenta e meno invasiva.
Quali consigli può dare a genitori ed educatori?  
Insegnare la bellezza, quella autentica, capace di aprire nuovi mondi interiori e di rilanciare nuove trascendenze. E aprire ai figli la strada della spiritualità. Spiritualità e bellezza saranno gli elementi centrali di un processo di umanizzazione della tecnologia e dei mondi virtuali.



lunedì 7 aprile 2014

Disculpa si ya no te llamo Amor - traduzione spagnola del libro "Scusa se non ti chiamo (più) amore" di Tonino Cantelmi e Michela Pensavalli

Disculpa si ya no te llamo Amor

A distanza di 4 anni, il libro è stato tradotto e pubblicato anche in lingua spagnola.

"Questo libro lancia una sfida: gli uomini e le donne del terzo millennio possono costruire relazioni reali.
Senza nascondere le difficoltà, fornisce strumenti, conoscenze e mappe per vivere dimensioni affettive sane e soddisfacenti. 
La relazione d'amore non è solo possibile, ma può essere vissuta esprimendo pienamente se stessi, senza dover cercare paradisi telematici, scorciatoie verso la felicità o altri rapporti anestetici"







lunedì 16 settembre 2013

Educare al femminile e al maschile - Libro Tonino Cantelmi e Marco Scicchitano

Cosa è maschile, cosa è femminile? Che cosa è dato o che cosa è innato nell'essere maschio o femmina? Quali sono le predisposizioni di un figlio maschio o di una figlia femmina? L'essere diversi vuole dire essere anche diseguali? Che tipo di approccio è richiesto alle cosiddette agenzie educative: famiglia, scuola, istituzioni? Che valenza hanno le scuole omogenee, così diffuse nel mondo anglosassone? 
Il dibattito su questo argomento è aperto a livello internazionale, ma in Italia se ne discute poco. Perché? 
Probabilmente, affermano gli autori, il Prof. Tonino Cantelmi, presidente dell'Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale e il dott. Marco Schicchitano, psicologo e ricercatore clinico presso l'I.T.C.I. , per la paura a non volersi esporre e affermare alcune verità e quindi per non essere tacciati come discriminatori o reazionari o retrogradi. 
Con spirito pionieristico, quindi, nel testo affrontano l'argomento arrivando a dimostrare la fondatezza dell'identità di genere con delle tesi scientifiche e sociologiche esposte in maniera accessibile e divulgabile.



venerdì 11 maggio 2012

Riflessioni sull’amore ai tempi di Internet - Convegno del 26 maggio 2012



Siamo lieti di invitarvi ad un evento sul  tema dell’Amore. In un epoca liquida in cui i rapporti sono veloci, frenetici e virtuali difficilmente ci soffermiamo a capire le nostre emozioni e i nostri sentimenti.

Il convegno

CLIKK@MORE 

affronta questa tematica spiegando come funzionano i meccanismi di questa nuova realtà e offre spunti di riflessione per capire come è cambiato l’Amore in seguito all’introduzione di Internet.

L’evento si terrà il giorno 26 maggio 2012 dalle ore 9.30 alle ore 12.30 – Vicariato Piazza San Giovanni in Laterano 6.

Seguirà un Buffet dove sarà possibile fare quattro chiacchiere sull’amore!

La partecipazione è gratuita previa prenotazione.
Per info e prenotazioni: 328/3757791 o tramite mail all’indirizzo: studiopensavalli@tiscali.it



Programma 

Ore 9.15: Apertura dei lavori
Prof. Tonino Cantelmi “La post modernità ed i mutamenti antropologici della società liquida”
Dott.ssa Maria Beatrice Toro “Legami familiari liquidi: effetti sull’infanzia”

Ore 10.45: Coffee break

Dott.ssa Michela Pensavalli “Scusa se non ti chiamo (piu’) amore
Don Maurizio Mirilli “L’amore conta?”
Discussione

Ore 13.00 Buffet




giovedì 19 gennaio 2012

Adolescenza e adultescenza - libro Maria Giovanna Ruo e Maria Beatrice Toro


Riflessioni su nuove patologie e nuove normalità nel ciclo di vita e nelle relazioni familiari

A cura di Maria Giovanna Ruo e Maria Beatrice Toro, edito da CISU
Una riflessione sull’adolescenza come forma esistenziale dell’individuo postmoderno. Di fronte alla liquidità del mondo contemporaneo si evidenzia la difficoltà di un sempre maggior numero di persone a costruire una identità forte, solida, per affrontare la realtà in maniera responsabile.
Questo lavoro, grazie al contributo di diversi esperti e alla partecipazione del Prof. Tonino Cantelmi, affronta da più punti di vista tematiche quali: crisi generazionali, genitorialità fragile (genitori che si comportano come adolescenti e figli adolescenti che restano senza punti di riferimento), famiglia “liquida”.
L’adultescente nasconde in sé un senso di onnipotenza, una tendenza a voler vedere soddisfatti i suoi bisogni nell’immediato (e dunque a non impegnarsi in progetti a lunga scadenza), insomma una visione narcisistica dell’esistenza che porta ad una seria difficoltà nell’aprirsi all’altro. Il tutto non aiutato da una situazione economica in cui le difficoltà di reperimento di un’attività lavorativa stabile, ostacolano l’assunzione di responsabilità adulte.

Narcisismo, litigiosità, instabilità, mancanza di autocontrollo, attaccamento alla famiglia di origine, sono tutte sintomatologie caratteristiche tipiche dell’ “adultescenza”.

Il testo si avvale inoltre del contributo di autorevoli esponenti di diverse discipline: un approccio interdisciplinare che rispecchia la complessità e la vastità del fenomeno.



Maria Giovanna Ruo (avvocato, docente di Diritto di famiglia presso l’Università LUMSA e presidente dell’associazione “CamMiNo-Camera Minorile Nazionale”)

Maria Beatrice Toro (psicoterapeuta, presidente dell’associazione FederPsi e direttore didattico della SCINT).






DONNE CHE OSANO TROPPO - libro Tonino Cantelmi, Noemi Grappone


Tonino Cantelmi, Noemi Grappone
DONNE CHE OSANO TROPPO
Pratiche sessuali estreme e nuove tendenze dell'eros al femminile
Come costruire un’identità stabile e non ambigua e dare vita a relazioni solide, nonostante tanti mascheramenti della fragilità e uno stato di ansietà permanente della donna del terzo millennio, è il vero tema di questo volume.

Dalla lupa cattiva all’avventuriera senza scrupoli: il libro presenta, in parallelo alla rassegna dei comportamenti sessuali atipici delle donne, un’attenta analisi psicologica del fenomeno. L’interesse per il tema della «perversione» sessuale pone la riflessione su uno degli aspetti fondanti della personalità, ossia sulla sessualità, con le sue premesse biologiche, etologiche, antropologiche, religiose e psicologiche.
Il trend culturale recente impone che ogni comportamento che rientri nella categoria «sesso», compresi i più bizzarri e rischiosi, sia forzatamente considerato giustificato dalla libera scelta del singolo, nel timore che chi esprime posizioni diverse possa essere tacciato di nostalgia per un’epoca oscurantista e proibizionista. In realtà, questo clima apparentemente politically correct ha indotto i benpensanti a denigrare un sapere scientifico che indaga e diffonde la conoscenza di alcune manifestazioni che possono essere segno di grave disagio non solo per chi ne è portatore, ma anche per chi partecipa alla sua trama relazionale e a volte per chi, involontariamente, ne subisce le conseguenze.


TONINO CANTELMI, psichiatra e psicoterapeuta. Impegnato nelle attività di insegnamento presso le università romane, è professore ordinario di Psicologia generale presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (UPRA), incaricato di Psicologia dello sviluppo presso la LUMSA, e docente di Psicopatologia presso l’Università Gregoriana. Direttore dell’Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale di Roma (www.itci.it), è stato il primo ricercatore italiano a occuparsi del complesso rapporto tra tecnologia digitale e mente umana. È autore di numerose pubblicazioni tra cui, per i tipi delle Edizioni Magi (con M.B. Toro e M. Talli, 2010), ricordiamo il volume «Avatar».

NOEMI GRAPPONE, psicologa clinica, psicoterapeuta e sessuologa. Si è formata secondo l’approccio cognitivo interpersonale e opera secondo questo modello di riferimento. Perfezionata in «Addictive behaviours e patologie correlate», è ricercatrice clinica presso l’Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale, dove si occupa prevalentemente di temi legati alla sfera psicosessuale, sia per ciò che attiene attività di prevenzione che di cura.

lunedì 12 luglio 2010

Scusa se non ti chiamo (più) amore. Come scegliere il partner e vivere felici


Questo libro lancia una sfida: l’uomo e la donna del terzo millennio possono costruire relazioni affettive reali. Senza nascondere le difficoltà, offre strumenti, conoscenze e mappe per vivere dimensioni affettive sane e soddisfacenti – Che cosa ci porta a scegliere il nostro partner? Quali dinamiche sono costantemente e non coscientemente in gioco nella relazione con il partner? Lo psichiatra e psicoterapeuta Tonino Cantelmi sceglie di partire in questo percorso da un punto fermo: l’amore di coppia come processo di attaccamento, cosi importante e significativo da strutturarsi fin dalla prima relazione fondamentale, quella con la madre (parte prima). La personalità si forma e risponde a determinate caratteristiche che verranno in seguito a correlarsi con la scelta del partner che ha caratteristiche complementari (parte seconda). Il libro vuoi essere anche una proposta di riflessione (nella sua terza parte) su come vivere meglio la scelta del partner in virtù della capacità di …

Altro ancora sul sito di miliziadisanmichelearcangelo.org

martedì 29 giugno 2010

Recensione di pontifex.roma.it


Questo libro lancia una sfida: l’uomo e la donna del terzo millennio possono costruire relazioni affettive reali. Senza nascondere le difficoltà, offre strumenti, conoscenze e mappe per vivere dimensioni affettive sane e soddisfacenti – Che cosa ci porta a scegliere il nostro partner? Quali dinamiche sono costantemente e non coscientemente in gioco nella relazione con il partner?……..

Altro ancora sul sito di pontifex.roma.it

giovedì 24 giugno 2010

Intervista per “La voce dei castelli”

Da cosa nasce l’idea di questo libro, a parte dall’osservazione della realtà attuale fatta di ‘storie fallimentari’ e gente che spesso sta insieme solo per farsi compagnia?

Questo libro tenta di dare una prospettiva di riflessione che consideri il fatale desiderio di amare e di farsi amare, di ognuno di noi. Abitanti della attuale società postmoderna-liquida ci sentiamo sicuramente attratti ma è anche irrimediabilmente impauriti, sconcertati e incerti della relazione con l’altro. Certo la tecnologia digitale ci soccorre: chat, sms, msm, facebook e tanto altro ci consentono di tecnomediare relazioni, sentimenti, amori, al prezzo spesso però di nascondersi dietro illusori schermi capaci di mascherare e deformare la paura dell’incontro reale.

- nel libro si parla spesso di ‘stili affettivi’, ma per conoscere il proprio stile affettivo e, quindi, il proprio modo di amare bisogna aver sperimentato l’amore…pertanto il pubblico o meglio il target si restringe a chi ha già una storia sentimentale alle spalle?

Assolutamente no. Riconoscere il proprio stili di porsi di fronte all’altro, sia esso un amico, un fidanzato o altro, ci aiuta a saper riconoscere le “trappole” entro le quali è più facile cadere. Questo si può prevedere riconoscendosi un po’ attraverso la decodifica delle aspettative che abbiamo verso gli altri, dei circoli viziosi nei quali cadiamo quando ci “appassioniamo” di qualcuno. Il fine di questa ricerca dovrebbe essere la consapevolezza di sentirsi più capaci di “maneggiare” la propria affettività.

- esiste, secondo lei, un modo ‘giusto’ di amare? e se si, qual è?

L’unica esperienza di amore appagante è quella di un amore libero, di un amore maturo.

La vita autentica di coppia porta ad una sorta di rottura di sé perché l’altro ci attraversi, un procedere finalizzato non soltanto alla ricerca di se stessi, ma anche dell’altro, che con il suo mondo e le sue dinamiche, in un cammino che muta ciò che siamo.

Un amore sicuro permette che l’altro ci sottragga alla nostra individualità, ci trascini oltre le nostre certezze, mettendole in dubbio per liberarci dal peso di una soggettività sterile che nega l’unione autentica di due anime, nell’esperienza totalizzante dell’amore.

Ciascun tema affettivo di fondo (quello dell’amante senza legami, del perfezionista ambiguo, dell’amante triste e dell’amante mai certo), per sottrarsi da questo peso deve tendere all’ integrazione tra il proprio modo “tipico” di entrare in relazione e la capacità di accogliere la sfida di percorrere strade nuove.

- crede nel destino? o non c’è un momento ‘giusto’ per incontrare la dolce metà?

Quando ci fermiamo a riflettere sui nostri percorsi affettivi, dobbiamo spesso costatare un fatto curioso: che dopo aver compiuto giri immensi, esplorando le più diverse personalità di partner disponibili, alla fine, nell’uomo o nella donna che abbiamo scelto, ritroviamo per affinità o contrasto, un riferimento alle matrici affettive del nostro contesto familiare.

In alcuni casi accade proprio che il partner assuma un ruolo simile a quello che in passato aveva avuto nostro padre, o che la nostra donna abbia modi di fare che ricordano incredibilmente quelli di nostra madre. Insomma, si finisce per arrivare al punto da cui si era partiti, o comunque, per doverci ripassare per lasciarlo.

La scelta del partner spesso viene percepita come un evento casuale e non condizionato. Ma non è esattamente così. Desiderio ed emozioni sono profondamente legati. E’ la storia, filigrana sottile, delle nostre emozioni a condizionare invisibilmente molti dei nostri desideri. Inserite nello sviluppo del nostro vissuto emotivo dalla nascita all’età adulta, le nostre scelte affettive risultano molto più prevedibili di quanto non si immagini. Qui subentrano due obiettivi di questo breve trattato sugli stili di amore: aiutare il lettore ad avere una maggiore conoscenza di sé (del proprio legame di attaccamento infantile e di conseguenza del proprio stile affettivo-relazionale adulto) e fornirgli nuovi strumenti, attraverso l’autoconsapevolezza, per superare le stereotipie del proprio “modus amandi”. Il fine è quello di rendere visibile la porta che conduce ad un amore liberamente scelto, vissuto in maniera sicura, senza forme di dipendenza dovute a disequilibri interni di partenza. Per amare davvero bisogna avere il coraggio di fare un viaggio alla scoperta dei nostri “inferi”, di rientrare in quelle zone affettive che abbiamo evitato ad ogni costo di sfiorare o far sfiorare, perché troppo “scoperte” e “vive”. Chiaramente, una simile discesa comporta rischi e sofferenza. Ma c’è un partner che aspetta di concedersi totalmente, di abbandonarsi e farsi conoscere da noi e questo merita una certa audacia nell’intraprendere strade che possano condurci verso una nuova flessibilità. In ballo per noi c’è la possibilità di scoprirci capaci di amare e farci amare, una conquista che merita un atto di fede per rimettersi in marcia, di fronte all’abisso che fino a quel momento ci ha fermati per la paura. Si è quel che si è anche per come da piccoli siamo stati amati e considerati dai nostri genitori, ma non è vero che non si può cambiare. Quello che siamo, il nostro modo di stare accanto agli altri e di amare, è la conseguenza della continua interazione tra noi e l’ambiente in cui siamo vissuti, una trama fatta di persone significative e non significative. Ma le esperienze non sono deterministiche per il futuro affettivo di ogni uomo ed ogni donna. E’ un dato certo che le prime esperienze affettive influenzino e spingano a effettuare certe scelte, e che le nostre emozioni siano condizionate dallo stile affettivo che si è delineato nel rapporto di attaccamento con i nostri genitori, ma la consapevolezza dei meccanismi che ci costruiscono nella relazione con gli altri, può facilitare percorsi di cambiamento e di superamento delle proprie stereotipie e ritualità relazionali, per tendere alla costruzione di una vita con gli altri appagante.

- amare in modo sano, quindi rispettando la diversità dell’altro, e senza proiettare sull’altro i nostri bisogni, ci permette di essere ‘liberi’ e di vivere un rapporto costruttivo; ma voler bene significa preoccuparsi dell’altro ed in una dimensione di coppia aver bisogno e dipendere dall’altro e dal suo amore, quindi non essere liberi…che ne pensa?

L’amore è libertà. Non si può amare per necessità. L’altro deve essere un valore aggiunto nella nostra vita, mai attendersi di riempire la propria vita attraverso l’assoluta presenza di chi amiamo. Altrimenti senza accorgercene scivoleremo in una dipendenza affettiva che è tutt’altro rispetto alla tutela della felicità, autonomia e ricchezza che si dovrebbero sperimentare nel rapporto a due

- possiamo superare il nostro vissuto doloroso che si ripercuote sul nostro modo di amare autonomamente o il supporto di uno specialista è fondamentale?

Direi che la linea di confine è rappresentata dalla personale buona capacità di autocritica, di sapersi auto narrare per i propri vissuti affettivi e nel sapere tenere sempre presenti la propria identità anche quando si ama profondamente.

Se tutto questo non si è capaci di farlo da soli o ci si accorge che sia troppo difficile uscire dai propri vincoli viziosi allora una persona esterna e specialista, può assolutamente dare una supervisione utile al proprio progetto di amore e di vita.

- il tradimento è evasione, la gelosia è desiderio di esclusività e quindi di trattenere l’altro, come riescono questi impulsi, come lei afferma, a convivere?

Direi che alla base di un presupposto di amore maturo e libero ci debba essere anche la capacità di saper contare su sé stessi. Se questa percezione si perde allora è più facile cadere nelle stereotipie del rapporto che portano necessariamente alla crisi.

- un manuale ‘ad uso pratico’ con delle bellissime citazioni letterarie, lo definirebbe così il libro?

Mi piacerebbe davvero fosse un vademecum alla conoscenza di sé sessi di tutti i lettori che si avvicinano con curiosità.

Ma il libro non intende fermarsi all’analisi di definizioni, vorrebbe essere anche un monito alla speranza: “verso un amore sicuro”, dove sicuro è un termine mediato dagli studi sull’attaccamento per indicare una relazione efficace, valida, che ci consente di esprimerci e di esplorare il mondo, di dare e ricevere amore. C’è dunque una sfida che lanciamo agli abitanti della società postmoderna-liquida: la relazione d’amore non solo è possibile, ma può essere la relazione nella quale esprimiamo noi stessi sino in fondo, senza dover cercare paradisi telematici, vie brevi per la felicità o altre forme di anestesia.

- un’ultima domanda, il titolo richiama il film di Moccia ‘Scusa ma ti chiamo Amore’, richiamo ‘voluto’?

Si vorrebbe ricalcare un titolo che ormai è diventato un cult- tormentone, per dire che se si cade ci si può rialzare, che può capitare di sentirsi persi nel tragitto che conduce all’altro, ma con una mappa dell’itinerario ed una buona illuminazione che da forza ai nostri passi, perché non pensare di potere arrivare alla meta, superare la crisi? Il messaggio è quello che la parola “fine” non sia sempre l’ultima parola della crisi, ma che ci possano essere anche altre parole, forse più lunghe e complesse, come “ricominciare dal fallimento con occhi nuovi su se stessi”, “rimettersi in gioco”, e molte altre ancora.

martedì 23 febbraio 2010

Come riconoscere il tuo stile affettivo

C’è chi in amore preferisce muoversi in punta di piedi, chi ha paura di esporsi per non sperimentare il rifiuto, chi cerca sempre un amore non corrisposto e vive il ruolo del romantico depresso e chi cerca continue conferme. Scopri con l’aiuto di Tonino Cantelmi, psichiatra, e Michela Pensavalli, psicologa, qual è il tuo stile affettivo e quello del tuo partner.

Se provi un amore fobico. «Le emozioni che contraddistinguono i fobici sono l’ansia e la paura del confronto con l’esterno, un’ansia mai affrontata in modo frontale, ma al contrario messa in scacco attraverso le strategie del controllo e dell’audacia (il contatto va anticipato o programmato, mai lasciato accadere). Ne conseguono le oscillazioni tra il bisogno di sentirsi protetto e l’opprimente sensazione di sentirsi limitato» spiega la Pensavalli.

Se lui è un fobico. «Gli uomini fobici scelgono donne che gli permetteranno di proiettare nella relazione il proprio bisogno d’indipendenza e libertà. Cercano protezione – continua l’esperta – anche se presto questa si tramuta in un opprimente limite che deve essere valicato. Quando avvertono che la relazione con l’altro si sta consolidando, perdono la bussola ed entrano in confusione. Nella relazione sono loro che dettano le regole e sono gelosi».

Se provi un amore perfezionista ambiguo. «Centrale in questo modo di amare è il timore di esporsi, per non sperimentare il rifiuto. Senza accorgersene, i perfezionisti ambigui cercano di non farsi vedere, di appiattirsi per non comparire tra le maglie della vita e della relazione, adattandosi all’altro. All’interno del rapporto, si pongono con un atteggiamento di perenne trasformismo teso a compiacere le aspettative del partner» dice la psicologa.

Se il tuo lui è un amante perfezionista. «Fa del suo bisogno di conferme e capacità trasformista una scienza della seduzione. Appena entra in contatto con una persona che gli interessa, è in grado di far scivolare la conversazione sui gusti, tendenze e aspettative dell’altro, in modo da interpretarle, riproducendo lo stile di comportamento e di pensiero che l’altro desidera. Spesso è attratto da partner o relazioni impossibili. Anche in un legame duraturo, rimane a un livello superficiale di conoscenza».

Se provi un amore depressivo. «Le persone inconsolabilmente tristi, vittime della paura dell’abbandono e del rifiuto, sentono di non meritare l’amore altrui. La trama che si ripete nella vita delle personalità depressive – spiega la Pensavalli – è quella dell’abbandono o del distacco che temono, ma che rivivono in ogni storia, prima ancora che cominci, facendo in modo di condurla, senza accorgersene, alla sua fine. L’atteggiamento di chiusura interiore e di autosufficienza emotiva, alla lunga, infatti, allontana il partner».

Se il tuo lui è un amante depressivo. «Nella relazione – dice la psicologa – mostra un perenne atteggiamento di sconfitta e di rifiuto verso l’altro che produce proprio ciò che crede di voler evitare: l’allontanamento di chi ama. Le sue emozioni centrali sono la disperazione e la rabbia, tenute sopite, ma che possono improvvisamente affiorare anche di fronte a eventi di portata apparentemente minima. Essendo schive e ritrose, queste personalità creano un alone di mistero e di curiosità e spesso affascinano anche per questo».

Se sei una perfezionista ossessiva. «Il perfezionista ossessivo, anche in amore, vorrebbe essere “perfetto”, cercando di mettere a punto e verbalizzare parametri, con cui valutare, con precisione, se stessi e il partner. E’ segnato da una profonda insicurezza e da una sensazione di continua incertezza, un’insanabile e costante dicotomia che si dispiega attraverso una tipologia di pensiero denominato del “tutto o nulla”».

Se il tuo partner è perfezionista ossessivo. «Si difende dall’amore proprio e da quello del partner, facendosi mille domande, che lo aiutano a prenderne temporaneamente le distanze. Ogni piccolo dettaglio – spiega l’esperta – sconvolge l’assetto della persona perfezionista e ossessiva: un ritardo, un contrattempo, possono mettere completamente in discussione la relazione affettiva. I perfezionisti ossessivi sono persone che possono rimanere bloccate per anni sulla decisione di sposarsi o di avere un figlio per l’idea che sia assolutamente necessario capire se sia il momento giusto e la cosa giusta da fare».

Di Barbara Songia

giovedì 18 febbraio 2010

Come vivere serenamente l'amore

Quando qualcuno ci colpisce e ci innamoriamo, siamo più spaventati oppure felici? Ci mette in crisi sapere che il sentimento che proviamo ci espone al rischio della perdita o spicca il bisogno di verificare se l’altro sarà colui che ci starà accanto tutti i giorni? Tonino Cantelmi, psichiatra, e Michela Pensavalli, psicologa, autori di Scusa se non ti chiamo (più) amore (San Paolo edizioni) spiegano come scegliere il tipo giusto e vivere sereni.

Riconosci le tue emozioni. «Saper decifrare le proprie emozioni – spiega la Pensavalli – vuol dire calarsi nel proprio stile affettivo. Sapere riconoscere le emozioni di base che proviamo quando incontriamo una persona significativa, ci fornisce una mappa per comprendere quali vincoli e quali prospettive di evoluzione potrà avere questo percorso d’amore».

Individua il tuo stile affettivo. «Possiamo immaginare idealmente quattro principali forme di relazione: fobico, perfezionista-ambiguo, depressivo, perfezionista-ossessivo. A partire dalla comprensione di come siamo stati amati – continua la psicologa – e di come abbiamo imparato ad amare, possiamo giungere a capire come ci aspettiamo di esserlo, o farlo, nel presente».

Che rapporto hai con tua madre? «Un buon attaccamento permette la formazione e la creazione di legami affettivi stabili, basati su una buona concezione di sé e un buon livello di autostima Chi ha avuto un attaccamento insicuro, da adulto – spiega la Pensavalli – avrà più difficoltà a decifrare la natura dei propri sentimenti. ll partner verrà spesso scelto e vissuto, senza accorgersene, come una figura strumentale a colmare le proprie insicurezze, un parametro di confronto per accrescere il livello di autostima. La relazione incapperà più spesso in crisi».

Supera i vincoli. «Il criterio per stabilire l’equilibrio affettivo di una persona – dice la psicologa – non è dato dalla presenza o meno, nel suo modo di impostare i legami, di stereotipie relazionali, ma dalla flessibilità con cui è in grado di gestirle. E’ la flessibilità che va coltivata e sudata, anche al prezzo di procedere in controtendenza, rispetto all’istintivo corso delle emozioni, per imparare a sfruttarle, in base ai nostri veri desideri. E’ proprio la flessibilità, che ci permette di amare in modo sano».

Differenziati dalla tua famiglia d’origine. «Diventare adulti liberi non significa smettere di essere in relazione con i propri genitori. Se è vero- continua l’esperta – che l’altro, soprattutto la figura di attaccamento infantile, ha un ruolo e un potere notevole per la definizione della propria identità, abbandonare la zavorra delle immagini di noi che ancora non tornano e smettere di chiederne una ricomposizione, è l’accettazione che il ruolo dei genitori è finito, che ormai siamo in grado di farci definire da altro (e altri)».

Rinsalda continuamente la fiducia in te e nel partner. «L’amore può non essere vissuto in funzione d’insicurezze e mascheramenti né in termini di ricompensa per ciò che non si è avuto, ma costituisce, una base sicura per scoprire, attraverso l’incontro con l’altro, chi siamo e chi siamo stati, andando incontro all’esperienza di amare in maniera matura e autentica. Una sfida rischiosa, che comporta rotture e riprese di equilibri personali, ma che ha in sé l’essenza vera della vita e della libertà».

Persegui la libertà . «Un amore sicuro permette che l’altro ci sottragga alla nostra individualità, ci trascini oltre le nostre certezze, mettendole in dubbio per liberarci dal peso di una soggettività sterile che nega l’unione autentica di due anime, nell’esperienza totalizzante dell’amore» conclude la Pensavalli.

Di Barbara Songia

lunedì 15 febbraio 2010

Scusa se non ti chiamo (più) amore. Come scegliere il partner e vivere felici







Autore/i: Tonino Cantelmi, Michela Pensavalli

Editore: San Paolo Edizioni

Data di pubblicazione: 2010








Che cosa ci porta a scegliere il nostro partner? Quali dinamiche sono costantemente e non coscientemente in gioco nella relazione con il partner? Il celebre psichiatra e psicoterapeuta Tonino Cantelmi sceglie di partire in questo percorso da un punto fermo: l’amore di coppia come processo di attaccamento, cosi importante e significativo da strutturarsi fin dalla prima relazione fondamentale, quella con la madre (parte prima). La personalità si forma e risponde a determinate caratteristiche che verranno in seguito a correlarsi con la scelta del partner che ha caratteristiche complementari (parte seconda). Il libro vuoi essere anche una proposta di riflessione (nella sua terza parte) su come vivere meglio la scelta del partner in virtù della capacità di superamento dei limiti caratteriali, personali, dovuti al proprio passato e ai legami con la famiglia di origine, di ciascun membro che partecipa alla coppia.

giovedì 13 gennaio 2005

Oltre la gabbia del panico








Autore/i: Tonino Cantelmi, Michela Pensavalli

Editore: Alberto Perdisa Editore

Data di pubblicazione: 2005




Questo volume, frutto di anni di lavoro con pazienti affetti da disturbi correlati al fenomeno panico, intende chiarire al pubblico non specialistico quali siano le forme di paura patologica, come si strutturino nella mente, come si esplicitino nei comportamenti, come si cristallizzino anche a causa delle tentate soluzioni messe in atto e come possano essere affrontate e risolte in maniera definitiva. Da segnalare la sezione finale con la descrizione di casi affrontati e risolti dagli autori, dove il lettore avrà modo di verificare l’applicazione concreta degli assunti teorici presentati nel libro.

Oltre la gabbia del panico





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