Itci - Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale

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venerdì 20 marzo 2020

Intervista L'Eurispes - Malati patologici, anziani, poveri in quarantena. Quali sono i rischi e come aiutarli

La dottoressa Michela Pensavalli, risponde alle domande di Marco Omizzolo in un'intervista rilasciata per il magazine L'Eurispes, spiegando quali sono le implicazioni emotive e psicologiche derivanti dal periodo difficile che stiamo vivendo a causa del Coronavirus.

per leggerla è possibile accedere a questo link:

giovedì 21 giugno 2018

Bannare o non bannare, questo è il problema - Alessio Jacona per L'Espresso

Interessante articolo di Alessio Jacona pubblicato sull'Espresso in merito all'eterno dubbio postmoderno: "Bannare o non bannare su Facebook": il vero problema non è nella guerra di oggi, ma nelle macerie digitali.


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E’ una guerra civile quella in corso su Facebook e sugli altri social. Tutti che bannano e cancellano ferocemente quanti la pensano diversamente da loro, per escluderli con un click dal proprio orizzonte digitale. Tutti, da un lato e dall'altro, che provano orrore, sdegno, disprezzo per la parte avversa.

Sullo sfondo, l'Italia della della politica e delle istituzioni che si "trumpizza", sperando di ottenere (per ora con profitto, pare) gli stessi successi del “leviatano biondo”, mentre la TV spazzatura glorifica i Corona e il loro marciume.

In Italia di sono 59 milioni di abitanti di cui 43 milioni sono connessi in rete. Di questi, ben 34 milioni sono sul social network di Mark Zuckerberg. Sono solo numeri, ma definiscono il peso e il ruolo che esso ha nelle nostre interazioni digitali rispetto a tutte le altre disponibili e, allo stesso tempo, spiegano perché dovremmo preoccuparci di fronte a una polarizzazione così netta e devastante, che coinvolge e stravolge tutti, che divide e lacera le nostre rappresentazioni digitali.

Perché il problema vero non è nella guerra di oggi, ma nelle macerie digitali che essa si lascerà alle spalle: quando infatti il letame sollevato da questa folle età politica tornerà finalmente a posarsi sul fondo, ritroveremo la morfologia delle nostre interazioni online radicalmente cambiata, e in peggio.

Dopo aver bannato uno dopo l’altro, in preda alla rabbia, coloro che non la pensano come noi, ci scopriremo rinchiusi in bolle sempre più impenetrabili, in stanze dell'eco dove sentiremo ripetere solo le idiozie che ci piacciono (ognuno le sue). I nostri account saranno come isole in fiamme, dove il fuoco dei nostri contrasti brucerà ancora e ancora, alimentato anche dagli algoritmi di Facebook, messi lì per mostrarci soprattutto quello vogliamo vedere.

A quel punto sarà dura, durissima, tornare indietro. Perché Facebook &co, i social dove ci informiamo, ci troviamo e ci contiamo, non sono la piazza dove scendevamo a protestare (e a prenderci a sprangate, all’occorrenza), o il bar dove da esseri umani ci ritroviamo allo stesso bancone per bere lo stesso caffè. Non sono luoghi reali dove alla fine siamo costretti a guardarci negli occhi, a mediare.

Siamo ancora in tempo per evitare tutto questo. Basta avere il coraggio e lo stomaco di leggere sulla propria timeline idee opposte e lontane anche fino a essere repellenti. E' un esercizio importante e utile. Aiuta a chiarirsi le idee, esercitare l'autocontrollo e capire con chi abbiamo veramente a che fare tra i nostri contatti. Oltre a dare il polso di quella parte di mondo alla quale non apparteniamo, ma che comunque influenza la nostra in molti e diversi modi.

Se non ci riusciremo, allora sarà un inferno. E quando ci penso, riesco a consolarmi solo all'idea che magari, nel frattempo, qualcuno si sarà già strozzato con i popcorn.

giovedì 23 ottobre 2014

Il cyberbullismo nell'era tecnoliquida - intervista Valore Mamma settembre 2014


Dopo gli ultimi fatti di cronaca accaduti in Italia e nel mondo, è utile e fondamentale rendere comprensibili i meccanismi di questo pericoloso fenomeno che si sta sviluppando sempre di più tra i giovani di oggi. 

Nell'articolo (distribuito dalla rivista Valore Mamma: novità editoriale nata nell'ambito dell'Istituto di Studi Superiori sulla Donna dell'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum) la dottoressa Michela Pensavalli spiega in particolare come si manifesta questo fenomeno, chi è il cyberbullo, come si comporta e come agisce e viene suggerita la modalità di intervento in situazioni di cyberbullismo che possono essere vissuti in prima persona o per capire come aiutare chi la sta vivendo.


giovedì 17 luglio 2014

Estate: da ragni a laghi e falene, 10 fobie che la trasformano in un incubo - Intervista Prof. Cantelmi


Roma, 15 lug. (AdnKronos Salute) 

Una paura irrazionale che può trasformarsi in vero e proprio panico, alla vista di insetti, ambienti, animali o situazioni particolari, finendo per rovinare inesorabilmente le vacanze. 
Le fobie in estate non abbandonano gli italiani e, "anzi, possiamo dire che questa è proprio la stagione delle fobie. 
In inverno, infatti, anche a causa della minore esposizione alla luce, siamo più depressi. Mentre nella stagione calda, quella dei viaggi, degli incontri e delle novità, siamo più fobici". 
Parola dello psichiatra Tonino Cantelmi, docente di psicologia dello sviluppo all'università Lumsa di Roma, che per l'Adnkronos Salute delinea le 10 fobie dell'estate, che rischiano di trasformare in un incubo le vacanze. 
Dal mare aperto al cibo insolito, dagli insetti ai serpenti, fino all'igiene di residence o alberghi o al timore di essere dimenticati sui social network, sono molti i fattori che possono scatenare questo disturbo. 
"La fobia - ricorda l'esperto - ha come caratteristica una paura, eccessiva e irragionevole, scatenata dall'idea di una minaccia per la propria incolumità. Talvolta ci troviamo di fronte a fobie semplici, altre a paure complesse, collegate con i disturbi di panico". 
Ecco dunque le 10 paure dell'estate 'censite' dallo psichiatra: 
1) La fobia per mare o lago. "Per il fobico rappresentano simbolicamente una minaccia profonda, il contatto con l'ignoto. Ci sono pazienti che non riescono ad andare al mare, altri che si immergono solo fino alle ginocchia e dove toccano, altri ancora che evitano i bagni nel blu, dove non si vede cosa c'è sotto". 
2) L'igiene. "Chi ne è ossessionato può avere delle crisi se si ritrova in campeggio o in agriturismo dove può trovare situazioni 'spartane', o dove non ha il controllo sulle pulizie. Si tratta di una fobia legata a tratti ossessivi", precisa Cantelmi.
3) Altre fobie molto diffuse sono quelle legate all'altezza o alla vastità dell'ambiente. Normalmente la prima reazione è quella di abbandonare il luogo dove è esplosa la fobia, che può essere anche quello della vacanza, o di evitare di tornarci. "L'evitamento è l'arma di questi fobici", prosegue lo psichiatra.
4) Paura degli insetti o dei ragni. "In questo periodo ricevo molte chiamate da persone terrorizzate dagli aracnidi o da altri piccoli insetti: è come se la natura si ribellasse a noi. E si fatica a optare per mete a rischio ragni'".
5) Luce e sole. "Esiste un manipolo di persone che si dichiara allergica alla luce, naturale o artificiale. In estate, per evitare 'overdose', queste persone si coprono con abiti, cappelli, occhiali e lamentano mal di testa da iper-esposizione. Qui più che una fobia - spiega - si tratta di un segnale di un problema differente, che naturalmente non c'entra nulla con la fotofobia", una sensibilità eccessiva alla luce. 
6) Agorafobia: "Paura o grave disagio che si prova quando ci si ritrova in ambienti non familiari o comunque in ampi spazi all'aperto. Si tratta di un tipo di paura collegata al panico, un problema piuttosto diffuso se si pensa che in Italia 700 mila persone soffrono di disturbi di panico".
7) Paura delle farfalle notturne, detta mottefobia. "Le falene sono un insetto della notte, quindi in questo caso concentriamo la nostra fobia su questo elemento, un po' come fosse simbolo della notte, di ciò che è misterioso e fuori controllo". 
8) Paura dei serpenti e dei vermi. "Abbiamo bisogno di simboli su cui riversare la negatività, e questi esseri rappresentano la componente inaccettabile di noi stessi o della realtà", dice Cantelmi. 
9) La paura di essere nudi o del nudo altrui. La nudità, spiega l'esperto, è associata con l’assenza di difese, ed è collegata all’ansia sul piano sessuale.
10) Paura di non essere popolari sui social e di essere ignorati sul web. "E' un po' la novità di quest'anno: l'umanità oggi vive una sorta di sindrome del principe-ranocchio, ci presentiamo al mondo come principi ma temiamo di essere visti come ranocchi, o peggio ancora di essere dimenticati. 
Così, in estate, nei giorni di ferie lontani dal pc e dalla scrivania, l'ansia di essere dimenticati - o peggio 'scoperti' come ranocchi - spinge a postare continuamente immagini, foto e commenti sui social, in una bulimia digitale che rischia di compromettere l'effetto vacanze".

lunedì 13 gennaio 2014

Nati con il tablet in mano


Sono i mobile born, bambini che sanno smanettare prima di parlare.
L'interattività di questi mezzi ha modificato l'intelligenza delle nuove generazioni.
Ma attenzione ai rischi!!

Ne parlano gli esperti: il prof. Tonino Cantelmi, psichiatra e professore di Psicologia dello sviluppo all'università Lumsa di Roma e la d.ssa Michela Pensavalli, psicologa e psicoterapeuta, docente invitata presso l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e docente presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo Interpersonale ScInt di Roma nell'intervista rilasciata al settimanale "Viversani e belli" de 17 gennaio 2014.



lunedì 30 settembre 2013

SERVIZIO PRIMO SOCCORSO PSICOLOGICO - workshop del 23 ottobre 2013

L'Istituto di Terapia Cognitivo-Interpersonale offre un servizio gratuito di primo soccorso psicologico che nasce dall'esigenza di fornire nella città di Roma una risposta solidale ed immediata al disagio psicologico nelle sue acuzie. 
Il Servizio di Primo Soccorso Psicologico, attivo già dal 1° settembre 2013, verrà ufficialmente presentato nel corso di un Workshop dal titolo: Crisi psicologica e networks solidali: un modello d’intervento per Roma Capitale.
Il Prof. Tonino Cantelmi svolge l'attività di supervisione del Servizio. 
L'iniziativa è patrocinata da Roma Capitale.

                    

“CRISI PSICOLOGICA E NETWORKS SOLIDALI:
UN MODELLO D’INTERVENTO PER ROMA CAPITALE”
Roma 23 ottobre 2013 h. 9.00
Sede: Ordine degli Psicologi del Lazio
Via del Conservatorio 91 - 00186 Roma

PROGRAMMA

h. 9,00 Prof. Tonino Cantelmi
“Città e relazioni nella Postmodernità urbana: networks solidali e networks tecno liquidi   

h. 9,30 Dott.ssa Roberta Bucci – Dott. Andrea Marino
“Il SPSP, il volto solidale di Roma Capitale: un servizio gratuito per il disagio psichico nelleacuzie”.

Presentazione dello Staff

h. 10,00  TAVOLA ROTONDA
Modera: M. Pensavalli  (ITCI)
R. Di Biagi (Ordine dei Medici)
M. Coratti (Roma Capitale)
E. Lambiase  (ITCI E Coordinatore SPSP)

h 11,00 DIBATTITO



La partecipazione al convegno è gratuita previa iscrizione all'indirizzo mail: spsproma@libero.it


L'evento è Patrocinato da Roma Capitale 
Con la Collaborazione di: Istituto di terapia coognitivo interpersonale ROMA - PRESIDENTE TONINO CANTELMI Psicologi protagonisti per l'italia Futura


venerdì 27 settembre 2013

DISCONNETTITI - Tonino Cantelmi

La dipendenza dalla rete, o internet – l’addiction disorder – non è ancora entrata a pieno titolo nei manuali di psichiatria tra le nuove patologie, ma sono in corso numerosi studi sull’argomento. In compenso gli psichiatri di tutto il mondo hanno già da tempo cominciato ad occuparsi di pazienti con disturbi da abuso o uso improprio di internet. Ma secondo studi molto recenti sembra che chi ha problemi seri di dipendenza abbia problemi psichiatrici preesistenti. Sembra infatti che la retedipendenza colpisca soprattutto persone con difficoltà a comunicare in modo normale con gli altri e le persone con personalità di tipo ossessivo-compulsivo. In questo senso la dipendenza da internet costituirebbe un rifugio sicuro per non affrontare le problematiche dell’esistenza e consentirebbe ai soggetti malati di vivere una condizione di onnipotenza legata al fatto di poter superare i normali vincoli spazio-temporali.
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Chi è malato di internet?
Il malato di internet si connette per più di otto ore al giorno e mostra sintomi di astinenza sia fisici (sindrome del tunnel carpale, repentino cambiamento di peso) che comportamentali (ansia, nervosismo, sensazione di astinenza).
Per quanto riguarda i giovani in Italia secondo il Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza del 2011 realizzato da Eurispes eTelefono Azzurro, un ragazzo su 5 si sente irrequieto e nervoso quando non può accedere alla rete, e il 17,2% dei giovani ha cercato di ridurne l’uso senza riuscirci. Una ricerca realizzata dall’ospedale di Cremona nel 2012 (Internet Addiction Disorder: prevalence in an italian student population) ha rivelato che il 94,19% dei ragazzi fa un uso normale del mezzo, il 5,01% è moderatamente dipendente, lo 0,79% lo è seriamente. Buone notizie dunque.
Però, presso il Policlinico Gemelli di Roma nel corso di 3 anni si sono presentate 550 persone di cui l’80% giovani tra gli 11 e i 23 anni. Federico Tonioni, responsabile dell’ambulatorio per le dipendenze dell’ospedale spiega che i ragazzi “vivono relazioni prive di corpo; nelle chat o nei giochi on line non puoi né colpire né baciare davvero”. Lo schermo è uno scudo protettivo. I genitori “immigrati digitali” non capiscono i “figli nativi” e pensano di dover curare una dipendenza mentre spesso si tratta di altro. Secondo lo psichiatra questi ragazzi hanno disturbi affettivi e relazionali. “Chi guarisce comincia a uscire con una ragazza, a praticare uno sport, non suggeriamo mai di spegnere il computer”.
Il parere di Tonino Cantelmi, uno dei maggiori studiosi italiani di questa problematica, autore del libro ‘Tecnoliquidità’ è che “siamo alle soglie di una mutazione antropologica; fenomeni che chiamiamo patologici vanno compresi all’interno di questo cambiamento”. La cosa da fare sembra di capire, è semplicemente ‘staccare la spina’ ogni tanto, insomma, disconnettersi.
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Bibliografia:
- Howard Rheingold, “Perché la rete ci rende intelligenti”, edizioni Cortina Raffaello, 2013
- Clay Sirky, ” Surplus cognitivo creatività e generosità nell’era digitale”  Codice edizioni, 2010
- Paolo Ferri, ” Nativi digitali” Bruno Mondadori editore, 2011.

Read more at http://www.lascatoladelleidee.it/disconnettiti/#k820IaUcGys7PMxf.99

giovedì 20 settembre 2012

Le amicizie fanno bene alla salute - Intervista sul settimanale "Nuovo" del 20 settembre 2012

La psicologa e psicoterapeuta Michela Pensavalli sottolinea l'importanza di coltivare nuove amicizie evidenziando quanto ciò sia indispensabile per il proprio equilibrio interiore.

Ma "per farsi nuovi amici bisogna avere il coraggio di mettersi in discussione, senza nascondere i propri difetti".
In un epoca frenetica, veloce e virtuale difficilmente ci soffermiamo a capire le nostre emozioni.



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