Itci - Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale

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venerdì 20 novembre 2020

Webinar Schiavi d’amore: inquadramento e trattamento della dipendenza da amore

La dottoressa Michela Pensavalli partecipa al webinar sulla dipendenza affettiva e la psicoterapia organizzato dall'ITCI per concettualizzare l'inquadramento della dipendenza affettiva secondo il modello post razionalista. 
Intervengono anche iProf. Tonino Cantelmi per che approfondisce il concetto di dipendenza affettiva, il dott. Salvatore Mundanu, moderatore del webinar, il dott. Emiliano Lambiase che interviene sul tema “Dipendenza o dipendenze affettive? Capire e descrivere l’amore dipendente” e l'equipe Sisifo che spiegano come avviene “il trattamento della dipendenza affettiva nel percorso immersivo residenziale Sisifo”.

domenica 25 ottobre 2020

Schiavi d'amore: inquadramento e trattamento della dipendenza da amore - WEBINA 31.10.2020 ore 9.00


La dottoressa Michela Pensavalli parteciprà al webinar : "Schiavi d'amore: inquadramento e trattamento della dipendenza da amore".

Si parlerà di amore nella sua declinazione patologica e verranno forniti spunti e cenni di trattamento al riguardo.

L’EVENTO È GRATUITO.
E’ possibile seguire il webinar accedendo a questa riunione Zoom:



lunedì 20 aprile 2020

M'innamoro di te. Ma perchè? Logica, illogica (?) e discernimento sull'innamoramento

Venerdì 24 aprile dalle ore 21:00 alle ore 22:30, la dottoressa Michela Pensavalli interverrà nell'incontro virtuale organizzato dal Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale, sulla piattaforma Zoom, per parlare di amore, legami, innamoramento e scelte in amore.

Link Zoom:  https://zoom.us/

ore 21:00 - 76462452931
ore 21:40 - 72647748198

Password: MEIC


Nessuna descrizione della foto disponibile.

martedì 2 agosto 2016

Le emozioni ai tempi di Internet - articolo "Yoga Italia"



Nell’epoca digitale le relazioni “faccia a faccia” stanno lasciando il campo a quelle tecno-mediate espresse tramite chat, sms, mail, Social, Network

La dottoressa Michela Pensavalli ne parla, insieme alla collega Cristina Congedo, nel suo articolo "Le emozioni ai tempi di Internet" pubblicato sulla rivista trimestrale "Yoga Italia"







mercoledì 15 luglio 2015

Schiavi del sesso. Sesso patologico, eccessi, dipendenza e tecnosex - Tonino Cantelmi & Emiliano Lambiase

"Schiavi del Sesso
Sesso patologico, eccessi, dipendenza e tecnosex"
di Tonino Cantelmi e Emiliano Lambiase.

Dipendenza sessuale: un disturbo fantomatico, spesso utilizzato per giustificare comportamenti e condotte sessuali patologiche. 
Se ne parla tanto, anche troppo e raramente in modo adeguato, nei film, nelle pubblicazioni, nei rotocalchi e, in assenza di una definizione scientifica condivisa sono difficilmente confrontabili teorie, statistiche e approcci terapeutici. 
Scopo del libro è di riportare il focus sul piano scientifico, introducendo alla comprensione del disturbo da ipersessualità attraverso l'uso rigoroso di criteri scientifici chiari e tali da delineare l'estensione, la gravità e le modalità in cui tale patologia può manifestarsi. 
Il disturbo da ipersessualità non è la positiva, piacevole e intensa sessualità e non va nemmeno confuso con la semplice alta frequenza di rapporti sessuali. 
I soggetti affetti da tale disturbo hanno perso il controllo sulla propria capacità di scegliere, divenendo incapaci di gestire il proprio comportamento sessuale. 
Il volume presenta le più recenti scoperte e proposte a livello di definizione, comprensione e terapia, mettendo a disposizione dei professionisti le conoscenze acquisite in anni di studio, ricerca e pratica clinica.


giovedì 26 marzo 2015

"La dipendenza affettiva" - Bologna, 28 marzo 2015


A Bologna presso l'Istituto Yoga Educational la dottoressa Michela Pensavalli interviene per affrontare il tema della dipendenza affettiva, la “malattia delle emozioni”.
Quando una persona sente costantemente il bisogno eccessivo di essere accudita e ha un comportamento sottomesso correlato a un’angoscia di separazione, la relazione diventa una dipendenza e l'Amore viene vissuto come una gabbia che imprigiona e uccide!! 

lunedì 17 febbraio 2014

La gioia del SI per sempre - "A sua Immagine" del 16 febbraio 2014 - Rai 1



I sentimenti e la costruzione di relazioni fondate su verità, responsabilità, accoglienza e ascolto dell’altro, sono ancora possibili o spaventano?
Nell’epoca dell’usa e getta dei sentimenti, spesso il termine fidanzamento è percepito come qualcosa di antico e “troppo impegnativo”. 
A questa società, a volte, non piace fare le cose sul serio perché le priorità vengono date a tutto ciò che può permettere un’affermazione personale capace di far stare al centro dell’attenzione.

Il fidanzamento, però, è tempo speciale, è un percorso da vivere con intensità e responsabilità.
Interviene in studio la dottoressa Michela Pensavalli per affrontare questo argomento e commentarlo insieme alla conduttrice Lorena Bianchetti.

Puoi visualizzare il video accendendo a questo link:

giovedì 16 gennaio 2014

All'origine del disagio: legami difficili - Roma, 18 gennaio 2014

La dottoressa Michela Pensavalli interviene come relatrice al corso di formazione per aspiranti volontari della Salute Mentale organizzato dall'Associazione "Insieme con Te" nella giornata di sabato 18 gennaio 2014 per affrontare il tema dei legami difficili evidenziando quale può essere la natura e l'origine degli stessi e suggerendo le modalità attraverso le quali è possibile affrontarli e superarli.



giovedì 31 ottobre 2013

Aggressori e aggrediti: una realtà sociale

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di Luisa Novorio

Avezzano - Il Centro Antiviolenza della Croce Rossa Italiana di Avezzano, grazie al coordinamento della dott.ssa Annamaria Morgante, ha organizzato il 2° convegno dibattito sulla tematica che da giorni imperversa, indistintamente su tutte le testate giornalistiche, nazionali e locali: la violenza.
Alla ribalta di cronaca tanti omicidi le cui vittime sono prevalentemente donne. Madri, figlie, sorelle, e poco importa se di diversa etnia o prostitute, donne. Per molti, forse in base alla statistica ricercata in web, questo non è molto rilevante in quanto il numero di omicidi che vedono coinvolti gli uomini sono di gran lunga superiori. Forse però non viene ricordato che gli uomini spesso si ammazzano tra di loro per sporco interesse, droga, regolamento di conti, appartenenza alla malavita organizzata o per la propria supremazia sul branco.

La donna viene uccisa per un subdolo potere di supremazia e senso di proprietà che manifesta palesemente la repressione dell'uomo. Per fortuna se ne parla, e se ne deve parlare, come è avvenuto nella platea del Teatro dei Marsi, se ne parla ai giovani, che sono coloro i quali diventeranno gli uomini e le donne di domani, e -ancora per fortuna- vogliono capire cosa vuol dire violenza, e come proteggersi nell'eventualità di subirla. Non per questo viene effettuata una manipolazione su di loro. Manipolazione del giovane è da parte di quei genitori, vedi il caso di bullismo ultimamente accaduto tra ragazzini che hanno pesantemente malmenato un coetaneo portatore di handicap, che alla punizione inflitta ai propri figli, hanno tranquillamente dichiarato " Eccessiva punizione, una ragazzata". Genitori permissivi e superficiali. Meglio sapere che ignorare.

Come detto sopra, una platea piena dei giovani studenti degli Istituti Superiori di Avezzano. Discorsi di relatori altamente professionali che hanno saputo porgere con semplicità i dati scientifici e le spiegazioni inerenti alle tematiche el convegno.
La Prof.ssa Maria Teresa Letta Vice-Presidente Nazionale della CRI , ha dato il saluto ai presenti ad inizio dei lavori, ma ha sentitamente ringraziato, alla fine, i giovanissimi per la loro partecipazione. Non altrettanto entusiasta lo è stata, in sede privata, con i 33 sindaci della Marsica da lei invitati e mai arrivati. Delusione per la mancanza soprattutto del Sindaco Testa di Tagliacozzo. Apprezzamento comunque verso il sindaco di Avezzano che quanto meno ha inviato, in sua rappresentanza,  Gianfranco Gallese.
Argomenti importanti e sensibili.   Il Prof Tonino Cantelmi -psichiatra e psicoterapeuta-direttore SCINT e IFO Roma dichiara: "Questa è un'epoca straordinaria, con una tecnologia di avanguardia, condividiamo tutto su FB, e su qualche altro social network ma fondamentalmente siamo più soli. In questa solitudine albergano tante nostre insicurezze. Direi che bisogna ricostruire la possibilità di stare insieme, incontrarsi parlare reciprocamente, questo per avere un antidoto contro la violenza. I genitori di oggi sono genitori piuttosto buoni, accudenti, affettuosi, ma incapaci di fare i genitori, di trasmettere il senso della vita. La violenza tra bambini, il bullismo è una delle violenze più crudeli, ed è l'interrogativo che ci stiamo ponendo, come mai tanti bambini aggrediscono altri bambini, come adulti dobbiamo avere la capacità di captare questo fenomeno e di intervenire".
La dott.ssa Michela Pensavalli -psicologa e psicoterapeuta-coordinatrice ITCI  sottolinea:  "Le dipendenze affettive come tossicodipendenza? In alcuni casi sì, si verifica quando una persona tende a sbilanciarsi personalmente a carico della sua vita e a suo danno, si disconnette dai propri bisogni, dalle proprie pulsioni, è incapace di riconoscere i sentimenti personali a livello di sentimenti vissuti nella coppia, allora possiamo parlare di amore patologico, cuore dipendente. I dipendenti affettivi sono persone che si escludono progressivamente da una vita sociale ed anche dalla vita familiare, sono persone che presentano sintomi anche di ansia, di angoscia, di depressione e quindi sul piano esponenziale si impoveriscono sempre di più. Sono persone che hanno un investimento grandioso ed esagerato nella relazione di coppia, che vivono questa con un vissuto di grande fusionalità, simbiosi e quindi morbosità. Sono persone che rappresentano il rapporto a due come unica fonte di benessere escludendo qualsiasi altro tipo di relazione fruttifera nella loro vita. Il sentimento ed il vissuto dell'idea ossessiva è qualcosa che va molto in sintonia con il concetto di amore, e di dedizione totale all'altro, i dipendenti affettivi si autogiustificano dicendo che è un amare, che però è un amare grande, completo e si nascondono dietro questa illusione per mascherare una condotta che è assolutamente patogena, chi è accanto a loro ha una visione maggiore dei comportamenti ossessivi e quindi può appoggiare la persona dipendente a chiedere un consulto ed un aiuto".
La Dott.ssa Maria Monteleone -Procuratore aggiunto della della Repubblica di Roma- durante il suo intervento ha sottolineato che si giunge a commettere reato non solo per la mancanza di amore, ma anche per mancanza di amicizia questa la spiegazione: "Purtroppo in questi ultimi anni si è assistito sempre di più al coinvolgimento dei minori nei processi penali, minori molto spesso come autori dei reati, ma anche come vittime, soprattutto come vittime, di comportamenti criminosi molto spesso commessi e condotti nell'interno della famiglia e talvolta anche nei rapporti all'interno delle scuole, delle palestre, e con i loro coetanei. In merito alle novità all'interno della legge 119 da parte del legislatore, questi i punti innovativi: "I più importanti sono quelli che mirano a tutelare in maniera concreta la vittima di determinate tipologie criminose, mi riferiscono per esempio alla novità importantissima secondo la quale nell'ipotesi in cui si debba procedere, non solo ad applicare una misura cautelare nei confronti dell'autore di violenza ma anche a modificare o revocare le misure cautelari applicate, la vittima deve avere la possibilità di interloquire, la vittima ed il suo difensore possono rappresentare al giudice eventuali esigenze contrarie e possono ovviamente essere ascoltate e sentite di modo che, il giudice possa tenere conto delle esigenze della vittima nel momento in cui dovesse valutare la necessità o l'opportunità di modificare le misure cautelari. Mi permetto di dire che probabilmente se questa norma fosse esistita nel mese di giugno o luglio,, il pedofilo, nei confronti del quale è stata revocata la misura, non avrbbe mai potuto liberamente scegliere di andare ad abitare nel piano superiore a quello della piccola vittima, cosi come ora fa".
L' Avv. Giancarlo Paris - consulente legale della FIGC e Vice Presidente Associazione "Giuristi Cattolici" espone il concetto di famiglia "Il concetto di famiglia è problematico da indentificare in questa nostra epoca. Alla famiglia tradizionale alla certificazione di stato civile, o con funzione religiosa, si sostituiscono altre forme, come il concetto di convivenza, ormai abbastanza consolidato. Un esempio finalizzato alla difficoltà procedurale è con la rappresentazione di una cassetta della frutta. Essa è lì davanti ed ognuno quando ha necessità, preleva il frutto che ritiene di prendere in quel momento, collegando così alla norma giuridica che sposa il caso concreto e viceversa; quindi se si compie un reato al reato corrisponde una norma, pertanto sembrerebbe semplice prendere la norma che va a individuare quel reato e dare la sanzione conseguente, invece non sempre è così quando questa norma riguarda l'ambito familiareLe situazioni sono più complesse e di difficile indentificazione proprio perchè sono complessi i problemi all'interno della famiglia, e la norma che si può pensare di applicare, ad esempio sulla violenza, va studiata in ordine alla sociologia e quindi all'aspetto interiore del rapporto tra famiglia ed individuo, quale componente della famiglia, ma anche tra famiglia, individuo e società. L'interpretazione della norma sarà molto più difficile che non l'apprensione sic et sempliciter della norma. L'effetto famiglia spugna fa riferimento al fatto che c'è interessenza tra la famiglia e la società esterna. La famiglia ha la capacità di prendere i segnali dati dalla società ed interiorizzarli per poi proiettarli con tranquillità all'esterno, tutto quello che c'è di buono, mentre quando questo non avviene, e se tutti i segnali, maggiormente quelli deleteri, vengono presi dai componenti del nucleo, o da uno o da più di essi, e vengono interiorizzati nella famiglia, diventano una zavorra, un peso che può determinare un assorbimento eccessivo. La famiglia recepisce le varie problematiche, le involve e quindi si determina un trauma con la dissoluzione del rapporto".
Il tenente CC Racis Francesca Lauria, ha dettagliatamente puntualizzato le problematiche dello stalking, e come difendersi dallo stalker, non reagendo alla perseguzione. Ha fornito inoltre il numero di utilità della Presidenza del Consiglio a cui rivolgersi per trovare il centro di ascolto più vicino: il 1522.
Emozionante il momento artistico offerto dagli allievi della Scuola di Danza del Teatro dell'Opera di Roma diretta da Laura Comi Etoile su coreografie di Gerardo Porcelluzzi, 1° ballerino del Teatro dell'Opera di Roma.

giovedì 24 ottobre 2013

AGGRESSORI E AGGREDITI: la violenza nell'era post-moderna e tecnoliquida - Convegno Avezzano 31 ottobre 2013

La dottoressa Michela Pensavalli parteciperà come relatrice al convegno che si terrà il 30 ottobre 2013 ad Avezzano per affrontare e discutere del tema della "dipendenza affettiva". 



mercoledì 9 ottobre 2013

Etica della responsabilità e mondo del gioco - Tonino Cantelmi



In un convegno di studi recentemente organizzato dall'Istituto Petroniano di Studi Socialidell’Emilia Romagna (IPSSER - www.ipsser.it-) e dall'Istituto Veritatis Splendor è stata finalmente posta, nel più qualificato livello scientifico ed interdisciplinare, l’attenzione sulle insidie e le emergenze sociali del gioco d'azzardo nel nostro Paese. Il convegno, che si è tenuto a Bologna il 26 gennaio scorso con il patrocinio dell’Università della stessa città, ha proposto una importante riflessione sul fenomeno sociale del gioco d'azzardo e sulle possibili implicazioni sotto i diversi punti di vista medico, psicologico, giuridico, economico, sociologico ed etico (cfr. La vita non è un colpo di fortuna, in Zenit, 17 gennaio 2013).
Allo scopo di promuovere una presa di coscienza e di responsabilità nelle Istituzioni nazionali e nella società civile italiana, insieme con impegni di prevenzione e di cura in una prospettiva di aiuto alle persone, con il presente studio si proporranno alcuni elementi e considerazioni su due campi tenuti fuori dal convegno su citato, ed apparentemente distinti fra di loro: quello finanziario e quello religioso.
Iniziamo dunque con il primo settore, quello finanziario, focalizzando l’attenzione sul piano statistico. Si attingerà, quindi, ai dati sulla raccolta e sulle vincite ai giochi presenti sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Istituzione preposta al controllo del gioco pubblico in Italia. Il dato che più macroscopicamente rende l’idea della crescita del fenomeno, è quello che si ottiene comparando il totale della “raccolta”, rispettivamente, nel gennaio 2011 e nell’ottobre 2012. Ebbene, lo Stato ha incassato per il gioco pubblico, vale a dire per lotterie, lotto, superenalotto, ippica etc., nel 2011 più di 62 milioni di euro. Questa cifra è schizzata a ben 70.262 milioni di euro nell’ottobre 2012, con un incremento quindi registrato in poco più di 20 mesi del 13% (fonte AAMS - http://www.aams.gov.it/). Come rilevato quindi da alcuni media più attenti al collegamento esistente fra dinamiche psicologiche individuali e secolarizzazione collettiva, dopo che negli Stati Uniti da almeno un decennio se ne stanno denunciando i costi sociali, anche in Italia il fenomeno sta dilagando (cfr. Giuseppe Brienza, Gioco d’azzardo, dipendenza moderna, in Vatican Insider, 21 maggio 2012).
Eccoci quindi al secondo “campo” della nostra analisi sul fenomeno dei giochi, che è stato stimolato, in particolare, da uno studio pubblicato lo scorso anno dal Center of Public Conversation dell’Institute for American Values di New York, a firma del ricercatore Paul Davies, con il clamoroso titolo: La cattiva scommessa dell’America: perché la crescente partnership tra governi e casinò è un patto col diavolo (“America’s Bad Bet: Why the Growing Government-Casino Partnership is a Deal with the Devil”). La ricerca documenta il rilevante impatto negativo del gioco d’azzardo negli Stati Uniti, collegandolo con l’anomia valoriale e la demolizione familiare che, sempre più, ne sta colpendo non solo le fasce sociali più “basse”.
Il rapporto denuncia la perversa strategia intrapresa da molti degli Stati federati che, con il perdurare dell’anemica crescita economica caratterizzata da gettito fiscale in ribasso, sta indulgendo nella sempre maggiore “legalizzazione” del gioco d’azzardo nella speranza di procacciare fondi aggiuntivi alle finanze pubbliche. Proprio nello Stato di New York il governatore Mario Cuomo ha infatti proposto di modificare la costituzione federale, per legalizzare una volta per tutte i casinò commerciali. Il Michigan gli sta andando a ruota mentre, il primo casinò dell’Ohio, è stato aperto nel maggio 2012 a Cleveland, cui ne è seguito un secondo nel giugno successivo a Toledo.
Nel Maryland, nel novembre dello scorso anno, si è votato per l’apertura di un sesto casinò oltre che per l’aggiunta di tavoli da gioco nei casinò già esistenti. I danni sociali ingenerati da tali dinamiche affliggono soprattutto ma non solo gli strati più emarginati e poveri della popolazione, coinvolti nel vizio del gioco e quindi poco propensi a cercare un proprio riscatto sociale attraverso il lavoro.
Sebbene le statistiche ufficiali del gioco d’azzardo negli Stati Uniti risalgano ancora al 2006, come rilevato dall’agenzia di stampa cattolica “Zenit”, in quell’anno gli americani hanno perso al gioco la stratosferica cifra di 91 miliardi di dollari. «La seduzione dell’arricchimento rapido e facile, - ha commentato al proposito padre John Flynn, della Congregazione dei Legionari di Cristo -, ben si sposa con la mentalità contemporanea della gratificazione istantanea. La maggior parte dei giocatori vengono dalle categorie meno capaci di sostenere l’onere delle loro inevitabili perdite: anziani, minoranze e classe operaia. […] Un gioco d’azzardo più diffuso può sembrare un’opzione attraente per i governi ma a tutto discapito della gente, della quale sono tenuti a proteggere il welfare» (Governi avidi e gioco d'azzardo, in “Zenit”, 20 aprile 2012).
A questo punto non pare inutile ricordare come, nel commento del settimo comandamento “Non rubare”, il numero 2413 del Catechismo della Chiesa Cattolica stabilisce che, “I giochi d’azzardo (gioco delle carte, …) o le scommesse non sono in se stessi contrari alla giustizia. Diventano moralmente inaccettabili allorché privano la persona di ciò che le è necessario per far fronte ai bisogni propri e altrui. La passione del gioco rischia di diventare una grave schiavitù. Truccare le scommesse o barare nei giochi costituisce una mancanza grave, a meno che il danno causato sia tanto lieve da non poter essere ragionevolmente considerato significativo da parte di chi lo subisce”.
Anche in Italia, proprio a causa del collasso etico frutto anche del secolarismo, le forze più consapevoli del volontariato sociale stanno alzando la guardia nei confronti del fenomeno, molto sottovalutato da politici e media. Ad esempio, l’ultimo numero della rivista del “Centro Italiano di Solidarietà” (CeIS), fondato a Roma da don Mario Picchi (1930-2010) e da oltre quarant’anni impegnato nel recupero dei giovani da ogni forma di tossicodipendenza (http://www.ceis.it/), è interamente dedicato all’approfondimento di quelli che sono gli effetti del gioco sulla psiche e sulla sorte delle persone e delle famiglie.
Nel primo contributo del Dossier “Gioco d’azzardo, dipendenza moderna”, pubblicato su “il Delfino on line”, n. 2, dell’aprile 2012, firmato da Mario Pollo, professore di Pedagogia Generale e Sociale alla Lumsa di Roma e collaboratore del CeIS, si distingue fra le forme di gioco utilizzate come forma saltuaria di evasione dallo stress e dai ritmi della vita quotidiana, alle dipendenze del gioco d’azzardo compulsivo che si osservano con sempre maggiore preoccupazione anche nella realtà italiana. Se le prime modalità, osserva Pollo, «si limitano a far vivere alla persona il gioco come qualcosa di funzionale al lavoro e alla vita sociale, nel senso di offrire quello scarico dello stress e delle tensioni necessario a riprendere con rinnovata lena la vita quotidiana, nel caso del gioco d’azzardo compulsivo le perturbazioni producono nella persona l’alienazione della propria vita, il suo sottometterla a qualcosa di esterno a essa che come una sirena chiama al naufragio sugli scogli della distruttività. In questi ultimi casi il gioco da strumento di libertà e di liberazione diviene uno strumento di schiavitù, da luogo di creazione di una vita più ricca e umanamente realizzante si trasforma in luogo della distruzione della vita stessa» (Educare al gioco, in “il Delfino on line”, n. 2, aprile 2012, p. 4).
Un primo contributo di analisi psicologica “tarato” sulla situazione italiana è quindi offerto sulla rivista dallo studio del medico-chirurgo, specializzato in psichiatria, Tonino Cantelmi, che è stato il primo in Italia a occuparsi dell’impatto della tecnologia digitale sulla mente umana (c.d. “Internet Dipendenza”, cfr. http://www.toninocantelmi.com/). Con il collega Emiliano Lambiase,  Cantelmi denuncia come, sebbene il gioco d’azzardo patologico sia stato riconosciuto per la prima volta come disturbo mentale fin dal 1980, «con la sua introduzione nel DSM-III all’interno dei Disturbi del Controllo degli Impulsi», nel contesto attuale i siti Internet che si occupano di gioco d’azzardo fioriscono indisturbati. Sebbene la maggior parte delle persone sembrino essere in grado di giocare responsabilmente, aggiunge lo psichiatra cattolico, «viene stimato che circa il 3% della popolazione lotta contro la dipendenza da gioco».


Psicologia: adolescenti sempre più fragili, sintomi psichici per 10% bimbi - Tonino Cantelmi




A tratteggiare una giovanissima generazione "particolarmente fragile e vulnerabile" è Tonino Cantelmi, docente di psicologia dello sviluppo all'università Lumsa di Roma, dopo il caso della 12enne ricoverata in gravissime condizioni al Meyer di Firenze per un volo dal terzo piano, seguito a un rimprovero dei genitori.

Roma, 9 ott. (Adnkronos Salute) - "Oggi gli adolescenti sono particolarmente fragili e vulnerabili, in particolare ad ansia e depressione. Un problema sempre più precoce: si stima che tra 6 e 10 anni quasi il 10% dei bambini presenti sintomi psichici. E proprio depressione e ansia la fanno da padrone". A tratteggiare una giovanissima generazione "particolarmente fragile e vulnerabile" è Tonino Cantelmi, docente di psicologia dello sviluppo all'università Lumsa di Roma, dopo il caso della 12enne ricoverata in gravissime condizioni al Meyer di Firenze per un volo dal terzo piano, seguito a un rimprovero dei genitori.
"Non è certo una cosa normale o naturale reagire così a un rimprovero. Purtroppo però - dice lo psichiatra all'Adnkronos Salute - non mancano episodi simili nella cronaca, e i protagonisti sono sempre più giovani. Stiamo costruendo un'umanità più fragile e vulnerabile dal punto di vista psichico, con manifestazioni sempre più precoci". Secondo Cantelmi la chiave sta nelle relazioni, o meglio "nell'incapacità di costruire relazioni stabili e soddisfacenti, con gli amici, in famiglia, o sentimentali. E questo è vero oggi fin da giovanissimi. Abbiamo centinaia di amici su Facebook, contatti sui social network, ma stiamo perdendo le competenze necessarie per far funzionare il rapporto con gli altri. Così, paradossalmente, ci sentiamo molto più soli rispetto ai nostri coetanei di qualche decennio fa".
E se gli adulti, insieme ai contatti virtuali, hanno ancora una memoria di ciò che serve a costruire relazioni reali, per i nativi digitali le cose sembrano complicarsi. Le amicizie e i primi amori nascono e muoiono in rete. "E il moltiplicarsi dei soggetti con cui relazionarsi, tra vita reale e web, rende tutto più difficile". Sembra, insomma, che si stia perdendo l'arte di costruire e coltivare i rapporti con gli altri.
"Per stare bene, oggi come ieri, abbiamo bisogno di buone relazioni. Ma sembra che stiamo perdendo le capacità necessarie. E i primi a risentirne - conclude Cantelmi - sono proprio i giovanissimi, che con l'adolescenza attraversano una fase particolarmente fragile". Una fase che non sembra destinata a chiudersi molto presto: "Si calcola che per il 2010 la depressione sarà la seconda causa di invalidità a livello mondiale. E questo problema non riguarda solo i ragazzi, ma l'intera umanità".


martedì 22 gennaio 2013

Corsa alle liste, lo psichiatra avverte: in agguato la sindrome del 'trombato' - Tonino Cantelmi



Adnkronos

C'è chi era sicuro di meritare un posto in lista, ma all'ultimo minuto si ritrova a fare i conti con un'esclusione, e chi ha fatto il bel gesto 'sfilandosi' prima di incassare il cartellino rosso.Via via che si definiscono le liste elettorali, si infoltisce il popolo dei "trombati", politici di lungo corso, volti celebri, peones o nomi nuovi che, nonostante i rumor, si troveranno fuori dalla sfida elettorale. 
Che cos'è - "Si tratta di una 'sindrome' che provoca ripercussioni diverse, in base al tipo di 'trombato'", spiega all'Adnkronos Salute lo psichiatra Tonino Cantelmi, professore di psicologia dello sviluppo alla Lumsa, che tra il serio e il faceto disegna l'identikit degli esclusi dalle liste elettorali. "C'è il vanaglorioso, il tradito, lo snob e il riciclato", dice lo psichiatra. Delle quattro tipologie, l'ultima è l'unica che, per il momento, ce l'ha fatta: si tratta infatti di un politico che, escluso da una lista, è riuscito a infilarsi in quella di un altro schieramento e dunque, per ora, si è salvato. "Questo non è accaduto invece al vanaglorioso: un personaggio che si immaginava più valido, potente o abile di quello che è. La 'bocciatura' lo costringerà a riprendere contatto con la realtà, e non è da escludere che l'esperienza lo porti a cadere in depressione", dice lo psichiatra.
Le altre tipologie - "Il tradito, invece - prosegue Cantelmi - aveva fatto accordi e patti di ferro, intessuto alleanze e creato una rete di rapporti e favori che gli avevano fatto credere di essere 'blindato'. Ecco, l'esclusione in questi casi può scatenare prima una forte rabbia, portando a immaginare ritorsioni e vendette per una decisione 'subita' e vissuta come un'ingiustizia, insieme alla depressione per non avercela fatta". C'e' poi, prosegue Cantelmi, "lo snob, che voleva essere in lista o aveva avuto delle richieste in questo senso. Ma poi, subodorata la mala parata, ha fatto il bel gesto, rinunciando o sfilandosi dalla contesa prima di incassare la 'bocciatura' pubblica". Un atteggiamento che tutela in parte la persona degli effetti di una delusione innegabile e gli consente di 'salvare la faccia', ma che "sicuramente lascia l'amaro in bocca", e che secondo lo psichiatra, ricorda "la storia della volpe e l'uva". Infine c'è il 'riciclato', "che almeno per ora è riuscito a evitare di ritrovarsi fra i trombati, a costo di qualche acrobazia politica e attente trattative.
Mancanza di criteri per le liste - Il problema è che stiamo assistendo a una mancanza di criteri certi e condivisi per la messa a punto delle liste - nota lo psichiatra - cosa che moltiplichera' i drammi personali e collettivi in questa fase elettorale. Per dire, la militanza politica non è piu' un criterio valido per tutti, come anche l'appartenenza alla societa' civile o l'assenza di condanne. Una mancanza di paletti che si traduce in una notevole dose di confusione". Occhio poi alle quasi-trombature: e' il caso dei candidati a cui sono stati promessi 'mari e monti', si ritrovano si' in lista, ma non certo in una posizione blindata, anzi sono quasi certi di non farcela. "Ecco, direi che questa è una 'trombatura mascherata", conclude Cantelmi, che puo' suscitare amarezza, ansia e delusione nei malcapitati.

martedì 15 gennaio 2013

La crisi dell’identità nella società postmoderna tecnoliquida - Tonino Cantelmi

E VOI CHE NE PENSATE?? 
LASCIATE QUI IL VOSTRO COMMENTO:
http://notizie.tiscali.it/regioni/lazio/socialnews/Cantelmi/5497/articoli/La-crisi-dell-identit-nella-societ-postmoderna-tecnoliquida.html

di Tonino Cantelmi

Esserci, esserci-con, esserci-per: questa è la “progressione magnifica” che permette di partire da un Io (l’esserci), per passare ad un Tu (l’esserci-con) e infine giungere ad un Noi (l’esserci-per), dimensione ultima e sola che apre alla generatività, alla creatività ed all’oblatività.

Il punto di partenza della “progressione magnifica” è l’esserci, che in ultima analisi richiama all’identità. Nella “cultura del narcisismo”, per usare la definizione di Christopher Lash, anche le espressioni più progressiste dell’identità sono contaminate da una straordinaria enfatizzazione dell’ego, dalla elefantiasi dei bisogni di autoaffermazione e da una sorta di emergenza di uomini e donne “senza qualità”, come direbbe Robert Musil.

Ma cosa vuol dire “esserci” nella società tecnoliquida? Esserci vuol dire rinunciare ad una identità stabile, per entrare nell’unica dimensione possibile: quella della liquidità, ovverossia dell’identità mutevole, difforme, dissociata e continuamente ambigua di chi è e al tempo stesso non è. In fondo la tecnologia digitalica consente all’uomo ed alla donna del terzo millennio di essere senza vincoli, di tecnomediare la relazione senza essere in relazione, di connettersi e di costruire legami liquidi, mutevoli, cangianti e in ogni istante fragili, privi di sostanza e di verifica, pronti ad essere interrotti. Cosicché si è passati dall’uomo-senza-qualità di Musil all’uomo-senza-legami di oggi in una sorta di continuità-sovrapposizione che viene a definire il nuovo orizzonte del tema identitario. Ed ecco che l’esserci è minato alla sua origine. La crisi dell’identità maschile e femminile, per esempio, ne è l’espressione più evidente. L’identità, cioè l’idea che ognuno di noi ha di se stesso e il sentirsi che ognuno di noi sente di se stesso, è dunque in profonda crisi, e il nuovo paradigma è l’ambiguità.

La crisi dell’esserci ha una prima conseguenza. Se all’uomo d’oggi è precluso il raggiungimento di una identità stabile, che si articola e si declina nelle varie dimensioni, come in quella psicoaffettiva e sessuale, la conseguenza prima è che l’esserci-con (per esempio la coppia) assume nuove e multiformi manifestazioni. L’esserci-con non è più il reciproco relazionarsi fra identità complementari (maschio-femmina per esempio), sul quale costruire dimensioni progettuali nelle quali si dispiegano legittime attese esistenziali, ma diviene l’occasionale incontro tra bisogni individuali che vanno reciprocamente a soddisfarsi, per un tempo minimo, al di là di impegni reciproci e di progetti che superino l’istante. L’esserci-con è fatalmente legato alla soddisfazione di bisogni individuali che solo occasionalmente e per aspetti parziali corrispondono. In altri termini l’incontro tra due persone è fondamentalmente basato sulla soddisfazione narcisistica, individuale e direi solipsistica di un bisogno che incontra un altro bisogno, altrettanto narcisistico, individuale e solipsistico. Questo incontro si dispiega per un tempo limitato alla soddisfazione dei bisogni e l’emergere di nuovi e contrastanti bisogni determina inevitabilmente la rottura del legame e la ricerca di nuovi incontri. La fragilità dell’essere-con dei nostri tempi si evidenzia attraverso la estrema debolezza dei legami affettivi, che manifestano una ampia instabilità ed una straordinaria conflittualità. Se l’identità è liquida, anche il legame interpersonale è liquido, cangiante, mutevole, individualista e fragile. L’uomo del terzo millennio sembra rinunciare alla possibilità di un futuro e concentrasi sull’unica opzione possibile, quella del presente occasionale, del momento, dell’istante.

Fatalmente, il trionfo dell’ambiguità identitaria, la rinuncia al ruolo ed alla conseguente responsabilità, il ridursi dell’esserci-con all’istante ed al bisogno, fatalmente tutto questo mina l’esserci-per, cioè la dimensione generativa e oblativa dell’uomo e della donna. Per esempio, se decliniamo tutto ciò nell’ambito psicoaffettivo e psicosessuale, la rinuncia all’esserci (identità sessuale e relativi ruoli) non può non trasmettersi in una inevitabile mutazione critica della dimensione coniugale (esserci-con), che a sua volta precipita in una crisi senza speranze la dimensione genitoriale (esserci-per). Ed infatti la transizione al ruolo genitoriale sembra divenire una sorta di utopia: la rinuncia alla genitorialità o il suo semplice rimandarlo nel tempo sono un fenomeno sociale tipico dei nostri tempi. Perciò identità liquide fanno coppie liquide, che a loro volta fanno genitori liquidi, dove per liquido possiamo intendere molte cose, ma una soprattutto, la debolezza del legame.

La “progressione magnifica”, di cui parlavo all’inizio, diviene dunque una progressione “liquida”. Ma il punto di partenza è nell’esserci, ovvero nel tema dell’identità. Nell’epoca di Facebook, l’identità si virtualizza, come anche le emozioni, l’amore e l’amicizia. La virtualizzazione è la forma massima di ambiguità, perché consente il superamento di vincoli e di confronti, aprendo a dimensioni narcisistiche imperiose e prepotenti.

Eppure qualcosa non funziona.

Lo avvertiamo dall’incremento del disagio psichico, dal sempre più pressante senso di smarrimento dell’uomo tecnoliquido, dalla ricerca affannose di vie brevi per la felicità, dall’aumento del consumo di alcol e stupefacenti negli stessi opulenti ragazzi della società di Facebook, dall’affermarsi di una cupa cultura della morte, dall’inquietante incremento dei suicidi, dal malessere diffuso. Qualcosa dunque non funziona: la liquidità dell’identità, con tutte le sue conseguenze, non aumenta il senso di felicità dell’uomo contemporaneo. Alcuni studi sul benessere fanno osservare che la felicità non è correlata con l’incremento delle possibilità di scelta. Questi dati fanno saltare una convinzione che sembrava imbattibile. La felicità dunque non è correlata con l’incremento delle possibili scelte dell’uomo (una visione ovviamente molto legata al capitalismo), ma gli stessi studi correlano la felicità con il possedere invece un “criterio” per scegliere. Avere un criterio per scegliere rimanda ad altro: avere un progetto, delle idee, una identità.

Ed ecco che il cerchio si chiude: il tema della liquidità è sostanzialmente il tema della rinuncia ad avere criteri (cioè dimensioni di senso). Ma questa rinuncia ha un prezzo: l’infelicità. Ecco perché la “magnifica progressione” mantiene anche oggi, e direi soprattutto oggi, un alto valore, proprio per il suo portato anti-liquidità. Costruire dimensioni identitarie stabili e non ambigue, instaurare relazioni solide e che si dispiegano lungo progetti esistenziali che consentono l’apertura alla generatività ed all’oblatività, sono ancora, in ultima analisi, l’unico orizzonte di speranza che si apre per l’uomo del terzo millennio, immerso nel cupo e doloroso paradigma della tecnoliquidità. 

giovedì 22 novembre 2012

Adolescenti: perché non riusciamo a capirli - convegno del 24 novembre 2012

Scuola per Genitori. Adolescenti: perché non riusciamo a capirli


23/25 novembre 2012. Iniziativa promossa da Rinnovamento nello Spirito Santo

Docente Tonino Cantelmi- scuola per genitori
Programma del 23-25 novembre 2012 Adolescenti: perché non riusciamo a capirli. Giornata di approfondimento giudata dal Prof. Cantelmi
Sessione pomeridiana
Ore 15.30: Arrivo e sistemazione
Ore 17.30: Coffee Break di accoglienza
Ore 18.30: Presentazione del Corso e dei partecipanti a cura di: Hector Nardone, delegato RnS presso Forum nazionale delle Associazioni Familiari

Ore 19.00: Relazione e condivisione sul tema: “Adolescenti: perché non riusciamo a capirli. Disamina sul mondo adolescenziale oggi: gli adolescenti di oggi; relazionarsi con loro; adolescenti e mass media”(I parte) Prof. Tonino Cantelmi
Ore 20.00: Cena
Ore 21.30 - 22.30: Ripresa Relazione e condivisione sul tema - Prof. Tonino Cantelmi

Sabato 24 novembre

Sessione Mattutina
Ore 08.00: Colazione
Ore 09.00: Relazione e condivisione sul tema: “Adolescenti: perché non riusciamo a capirli”  (II parte)  Prof. Tonino Cantelmi
Ore 11.00: Coffee Break
Ore 11.20: Ripresa dei lavori
Ore 13.00: Pranzo

Sessione pomeridiana
Ore 15.30: Suddivisione dei partecipanti per i Lavori di gruppo a cura della Dott.ssa Michela Pensavalli
Ore 17.00: Coffee Break
Ore 17.20: Ripresa dei Lavori di gruppo
Ore 20.00: Cena
Ore 21.30 - 22.30: Approfondimento col tutor, a cura della Dott.ssa Michela Pensavalli
Domenica 25 novembre
Sessione Mattutina
Ore 08.00:  S. Messa
Ore 08.45: Colazione
Ore 09.30: Illustrazione in plenaria dei Lavori di gruppo e conclusioni a cura della Dott.ssa Michela Pensavalli
Ore 11.00: Coffee Break
Ore 11.00: Conclusioni del Prof. Dario Sacchini
Ore 13.30: Pranzo
Ore 15.30: Partenze

La sfida educativa impone, oggi, un impegno urgente di sostegno e di accompagnamento alla genitorialità. La Scuola per genitori intende porre l'attenzione su tematiche cruciali inerenti il processo di costruzione della genitorialità, con particolare attenzione ai passaggi critici della vita dei figli, che possono rendere difficoltoso per i genitori l'esercizio della propria funzione. Ha l'obiettivo di costruire uno spazio d'incontro, di confronto, di condivisione delle proprie esperienze a vantaggio di chi ha una funzione genitoriale e di chi svolge, a qualsiasi titolo, una funzione educativa.
La Scuola, in programma presso la Casa Famiglia di Nazareth di Loreto (AN), prevede un percorso formativo articolato in otto incontri, ciascuno dei quali caratterizzato dalla trattazione di una delle differenti tematiche che contribuiscono a definire il quadro della realtà familiare. Ciascun Corso rappresenta un argomento in sé compiuto, motivo per cui è possibile iscriversi a tutto il percorso o a uno o più moduli di interesse.
Su tale iniziativa, così il presidente nazionale, Salvatore Martinez: «In piena emergenza educativa, la Scuola per genitori promossa dal RnS, con preziose collaborazioni di istituzioni ed esperti, vuole riaffermare il primato sociale ed ecclesiale dell'istituto familiare. Non si può costruire una comunità umana più giusta e una società contemporanea più solidale senza adeguati modelli di vita sponsale, genitoriale e familiare... La Scuola per genitori è una risposta concreta, un gesto di amicizia offerto a tutti, una pedagogia fatta di esperienze e conoscenze che il RnS pone all'attenzione del Paese, in sintonia con gli Orientamenti pastorali dei Vescovi per il Decennio in corso. L'auspicio è che il format che si proporrà a Loreto possa essere replicato in altre Regioni d'Italia».

Queste le date:
    •    28-30 settembre 2012 - La famiglia nella Costituzione: diritti e doveri
    •    26-28 ottobre 2012 - Genitori nelle età evolutive
    •    23-25 novembre 2012 - Adolescenti: perché non riusciamo a capirli
    •    25-27 gennaio 2013 - Genitori e figli: voi-noi
    •    22-24 febbraio 2013 - Il rapporto genitori-figli: incontro o scontro?
    •    22-24 marzo 2013 - La comunicazione tra genitori e figli
    •    24-26 maggio 2013 - Educare agli stili di vita nel ciclo vitale della persona e della famiglia
    •    21-23 giugno 2013 - Il rapporto famiglia-società e la promozione della cultura dell'accoglienza
Per informazioni, consultare il depliant allegato e il sito web di Rinnovamento nello Spirito Santo
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