Itci - Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale

Itci - Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale

lunedì 30 settembre 2013

SERVIZIO PRIMO SOCCORSO PSICOLOGICO - workshop del 23 ottobre 2013

L'Istituto di Terapia Cognitivo-Interpersonale offre un servizio gratuito di primo soccorso psicologico che nasce dall'esigenza di fornire nella città di Roma una risposta solidale ed immediata al disagio psicologico nelle sue acuzie. 
Il Servizio di Primo Soccorso Psicologico, attivo già dal 1° settembre 2013, verrà ufficialmente presentato nel corso di un Workshop dal titolo: Crisi psicologica e networks solidali: un modello d’intervento per Roma Capitale.
Il Prof. Tonino Cantelmi svolge l'attività di supervisione del Servizio. 
L'iniziativa è patrocinata da Roma Capitale.

                    

“CRISI PSICOLOGICA E NETWORKS SOLIDALI:
UN MODELLO D’INTERVENTO PER ROMA CAPITALE”
Roma 23 ottobre 2013 h. 9.00
Sede: Ordine degli Psicologi del Lazio
Via del Conservatorio 91 - 00186 Roma

PROGRAMMA

h. 9,00 Prof. Tonino Cantelmi
“Città e relazioni nella Postmodernità urbana: networks solidali e networks tecno liquidi   

h. 9,30 Dott.ssa Roberta Bucci – Dott. Andrea Marino
“Il SPSP, il volto solidale di Roma Capitale: un servizio gratuito per il disagio psichico nelleacuzie”.

Presentazione dello Staff

h. 10,00  TAVOLA ROTONDA
Modera: M. Pensavalli  (ITCI)
R. Di Biagi (Ordine dei Medici)
M. Coratti (Roma Capitale)
E. Lambiase  (ITCI E Coordinatore SPSP)

h 11,00 DIBATTITO



La partecipazione al convegno è gratuita previa iscrizione all'indirizzo mail: spsproma@libero.it


L'evento è Patrocinato da Roma Capitale 
Con la Collaborazione di: Istituto di terapia coognitivo interpersonale ROMA - PRESIDENTE TONINO CANTELMI Psicologi protagonisti per l'italia Futura


venerdì 27 settembre 2013

DISCONNETTITI - Tonino Cantelmi

La dipendenza dalla rete, o internet – l’addiction disorder – non è ancora entrata a pieno titolo nei manuali di psichiatria tra le nuove patologie, ma sono in corso numerosi studi sull’argomento. In compenso gli psichiatri di tutto il mondo hanno già da tempo cominciato ad occuparsi di pazienti con disturbi da abuso o uso improprio di internet. Ma secondo studi molto recenti sembra che chi ha problemi seri di dipendenza abbia problemi psichiatrici preesistenti. Sembra infatti che la retedipendenza colpisca soprattutto persone con difficoltà a comunicare in modo normale con gli altri e le persone con personalità di tipo ossessivo-compulsivo. In questo senso la dipendenza da internet costituirebbe un rifugio sicuro per non affrontare le problematiche dell’esistenza e consentirebbe ai soggetti malati di vivere una condizione di onnipotenza legata al fatto di poter superare i normali vincoli spazio-temporali.
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Chi è malato di internet?
Il malato di internet si connette per più di otto ore al giorno e mostra sintomi di astinenza sia fisici (sindrome del tunnel carpale, repentino cambiamento di peso) che comportamentali (ansia, nervosismo, sensazione di astinenza).
Per quanto riguarda i giovani in Italia secondo il Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza del 2011 realizzato da Eurispes eTelefono Azzurro, un ragazzo su 5 si sente irrequieto e nervoso quando non può accedere alla rete, e il 17,2% dei giovani ha cercato di ridurne l’uso senza riuscirci. Una ricerca realizzata dall’ospedale di Cremona nel 2012 (Internet Addiction Disorder: prevalence in an italian student population) ha rivelato che il 94,19% dei ragazzi fa un uso normale del mezzo, il 5,01% è moderatamente dipendente, lo 0,79% lo è seriamente. Buone notizie dunque.
Però, presso il Policlinico Gemelli di Roma nel corso di 3 anni si sono presentate 550 persone di cui l’80% giovani tra gli 11 e i 23 anni. Federico Tonioni, responsabile dell’ambulatorio per le dipendenze dell’ospedale spiega che i ragazzi “vivono relazioni prive di corpo; nelle chat o nei giochi on line non puoi né colpire né baciare davvero”. Lo schermo è uno scudo protettivo. I genitori “immigrati digitali” non capiscono i “figli nativi” e pensano di dover curare una dipendenza mentre spesso si tratta di altro. Secondo lo psichiatra questi ragazzi hanno disturbi affettivi e relazionali. “Chi guarisce comincia a uscire con una ragazza, a praticare uno sport, non suggeriamo mai di spegnere il computer”.
Il parere di Tonino Cantelmi, uno dei maggiori studiosi italiani di questa problematica, autore del libro ‘Tecnoliquidità’ è che “siamo alle soglie di una mutazione antropologica; fenomeni che chiamiamo patologici vanno compresi all’interno di questo cambiamento”. La cosa da fare sembra di capire, è semplicemente ‘staccare la spina’ ogni tanto, insomma, disconnettersi.
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Bibliografia:
- Howard Rheingold, “Perché la rete ci rende intelligenti”, edizioni Cortina Raffaello, 2013
- Clay Sirky, ” Surplus cognitivo creatività e generosità nell’era digitale”  Codice edizioni, 2010
- Paolo Ferri, ” Nativi digitali” Bruno Mondadori editore, 2011.

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mercoledì 18 settembre 2013

La strana storia di Guido: sente una voce da oltre 40 anni ma non è malato - Tonino Cantelmi


Roma - (Adnkronos Salute) - Lo psichiatra: "C'è un popolo nascosto di 'uditori' che non ha nessuna patologia psichica. Sono convinto che le voci nella testa non siano sovrannaturali, ma una spia di una spiritualità profondissima dell'individuo".

Roma, 18 set. (Adnkronos Salute) - 'Tradito' dalla voce che accompagnava in segreto le sue giornate da più di quarant'anni. A raccontare all'Adnkronos Salute la singolare storia di Guido (nome di fantasia), un uomo di circa 50 anni che sente una voce femminile "dolce e consolatoria" parlargli da quando ne aveva 7-8, è lo psichiatra Tonino Cantelmi, professore di psicologia dello sviluppo alla Lumsa.

"Il suo caso mi ha ricordato quello di un altro paziente, un docente di biologia, che sentiva due voci pur in assenza di altri disturbi psichici. Anche nel caso di Guido i controlli hanno dato esito negativo". "Ecco perché - dice l'esperto - sono convinto che esista un popolo di uditori di voci, persone che si nascondono perché hanno imparato che gli altri sono sconcertati da questa loro peculiarità, anche se visite ed esami certificano l'assenza di schizofrenia o altri disturbi psichici".
Per Cantelmi "sentire le voci e dunque avere delle allucinazioni uditive non è sempre o necessariamente un sintomo di psicosi o di schizofrenia che possono essere affrontate con la psicoterapia. Prova ne è il caso di Guido, che non presenta alcun particolare disturbo, a parte la voce nella sua testa". A far uscire l'uomo allo scoperto, qualche tempo fa, il fatto di essersi sentito tradito dalla voce. "Due settimane prima di contattarmi, questo soggetto era andato in pizzeria con la moglie, il fratello e la cognata. Qui, nel corso di una discussione per spiegare il suo recente nervosismo, Guido è scoppiato in lacrime rivelando ai familiari sconcertati di essere crollato perché negli ultimi tempi la voce, che sentiva fin da piccolo, lo aveva tradito. In pratica, gli aveva promesso un successo straordinario sul lavoro, che invece non si era mai avverato. La sua fiducia nella voce, che fin da bambino lo accompagnava, lo rincuorava in vista di prove ed esami e lo consolava, preconizzando successi e fortune, si era sgretolata".
Dopo un breve passaggio da un sacerdote, l'approdo di Guido dallo psichiatra. "Ma la visita non è stata risolutiva: a parte la voce, l'uomo non presenta nessun particolare disturbo. Questo mi ha portato a esaminare la cosa da un nuovo punto di vista: esiste un piccolo popolo di uditori di voci, nascosto e silenzioso, anche in Italia. Ho fatto delle ricerche e ho visto che all'estero esistono già associazioni di uditori di voci non patologici che reclamano riconoscimento e dignità. Sono convinto che queste persone nella storia umana ci siano sempre state", dice Cantelmi. E solo in alcuni casi sarebbero uscite allo scoperto.
"Queste persone hanno imparato a nascondere il loro segreto, per non sconcertare gli altri o essere prese per pazze. In assenza di patologie sono convinto che le voci possano essere una forma di spiritualità interiore - prosegue lo psichiatra - 'spia' di un meccanismo di funzionamento del cervello incredibile e ancora sconosciuto. Probabilmente - ribadisce - queste voci hanno accompagnato imprese straordinarie, come quella di Giovanna d'Arco. Insomma, occorre studiare meglio le allucinazioni uditive, perché non è detto che siano patologiche. E proprio per questo nel 2014 voglio organizzare un evento per dar voce e restituire orgoglio a chi sente le voci. Sto seguendo alcuni pazienti di questo tipo e attraverso altri colleghi sto cercando di entrare in contatto con queste persone. Sono convinto che le voci nella testa non siano sovrannaturali, ma una spia di una spiritualità profondissima dell'individuo", conclude.

lunedì 16 settembre 2013

Educare al femminile e al maschile - Libro Tonino Cantelmi e Marco Scicchitano

Cosa è maschile, cosa è femminile? Che cosa è dato o che cosa è innato nell'essere maschio o femmina? Quali sono le predisposizioni di un figlio maschio o di una figlia femmina? L'essere diversi vuole dire essere anche diseguali? Che tipo di approccio è richiesto alle cosiddette agenzie educative: famiglia, scuola, istituzioni? Che valenza hanno le scuole omogenee, così diffuse nel mondo anglosassone? 
Il dibattito su questo argomento è aperto a livello internazionale, ma in Italia se ne discute poco. Perché? 
Probabilmente, affermano gli autori, il Prof. Tonino Cantelmi, presidente dell'Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale e il dott. Marco Schicchitano, psicologo e ricercatore clinico presso l'I.T.C.I. , per la paura a non volersi esporre e affermare alcune verità e quindi per non essere tacciati come discriminatori o reazionari o retrogradi. 
Con spirito pionieristico, quindi, nel testo affrontano l'argomento arrivando a dimostrare la fondatezza dell'identità di genere con delle tesi scientifiche e sociologiche esposte in maniera accessibile e divulgabile.



lunedì 9 settembre 2013

Progetto di studio EDUCAZIONE AL WEB - Itci e Istituto San Vincenzo de Paoli di Ravenna

La psicologa e psicoterapeuta Michela Pensavalli coordinerà insieme al Prof. Tonino Cantelmipresidente dell'Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale, e in collaborazione con  l'istituto san Vincenzo de Paoli di Ravenna, il progetto:
"Educazione al Web"

Il progetto si pone come obiettivo la possibilità di dar vita ad una proposta didattica che approfondisca la cultura digitale, per orientare verso comportamenti adeguati da parte dei ragazzi nei confronti dell’utilizzo dei new media, diminuendo la possibilità che si imbattano in situazioni rischiose e mettendoli nelle condizioni di conoscere le strategie migliori per evitare i pericoli e per riflettere sul potenziamento dei vantaggi di questi mezzi.

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