La dottoressa Michela Pensavalli parteciperà al convegno che si terrà il giorno 27 aprile per affrontare il tema della FIDUCIA NELLA FAMIGLIA, cercando di capire come sia possibile per i giovani di oggi affrontare serenamente la quotidianità familiare nonostante si viva in casa con genitori separati o con nuovi compagni.
Psicologa - Psicoterapeuta
Via di Santa Costanza, 62 – 00198 Roma
"La fortuna più grande che si possa avere nella vita è amare ciò che si fa e riuscire sempre a sognare per il futuro"
Itci - Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale
mercoledì 10 aprile 2013
Convegno ADOLESCENTI COSI' - La fiducia - Convegno del 27 aprile 2013
SALVARE LA FEDE IN UN MONDO FERITO - Convegno UPRA del 20 aprile 2013
La dottoressa Michela Pensavalli, psicologa e psicoterapeuta, interverrà al convegno nel giorno 20 aprile presso l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.
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giovedì 14 marzo 2013
Bergoglio deve convincere la Chiesa: non si possono salvare i preti coinvolti - Tonino Cantelmi
Il velo è squarciato. La piaga della pedofilia nella Chiesa da combattere sarà una delle grandi sfide del Papa che verrà. Il professor Tonino Cantelmi, psichiatra cattolico e professore della Gregoriana che ha avuto in cura preti pedofili mette in allerta: «Da dieci anni c'è tolleranza zero verso questi abusi. Ma non basta. Bisogna andare fino in fondo, chiudere con il passato, per troppo tempo si è pensato più alla salvaguardia del prete. Occorre fare giustizia che va appagata».
Cosa dovrà fare il nuovo Pontefice?
«Continuare sulla strada indicata da Benedetto XVI. Il Papa che con il suo Pontificato ha dato il via libera alle regole che hanno permesso tolleranza zero nei confronti della pedofilia. Il nuovo non potrà che perseguire con questa consapevolezza sociale».
Cosa c'è ancora da fare?
«Prima di tutto garantire giustizia alle vittime, altrimenti il percorso rimane incompleto. In questi anni molto è stato fatto, il velo di vergogna, di silenzio, di copertura, è stato squarciato. Oggi la consapevolezza sociale è altissima, l'attenzione anche. La pulizia in corso dal duemila in avanti ha iniziato a dare buoni frutti».
Lei cosa suggerisce?
«Inchieste. Indagini in tutte le curie promosse dai vescovi. L'attenzione deve sempre essere ai massimi livelli».
Il peggio è passato?
«Sì. Dal duemila in poi siamo praticamente a livello zero. Quando si parla di scandali, non bisogna dimenticare che ci riferiamo a episodi accaduti negli anni '70 e '80. Gli anni bui, dove c'è stato un forte cedimento nella formazione nei seminari. Erano gli anni delle contestazioni, del dissenso, anche la Chiesa ha attraversato un momento di grave crisi».
Cosa si sa oggi in più sulla pedofilia?
«Che non si può guarire. Molti vescovi ancora oggi sono convinti che si possano dare nuove possibilità, la rieducazione, la riabilitazione. Parlano di perdono, di conversione. Ma purtroppo dalla pedofilia non c'è ritorno. Il prete non va più considerato un prete, va allontanato e consegnato alla giustizia».
Quanto gli scandali hanno danneggiato la Chiesa?
«Sono certo che in Italia non tutto è ancora venuto fuori. Occorre invece fare pulizia fino in fondo».
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lunedì 4 marzo 2013
La @Politica di Grillo e l’inossidabileTelePolitica di Berlusconi - Tonino Cantelmi
E VOI CHE NE PENSATE??
LASCIATE QUI IL VOSTRO COMMENTO:
http://notizie.tiscali.it/regioni/lazio/socialnews/Cantelmi/6306/articoli/La-Politica-di-%20Grillo-e-l-inossidabileTelePolitica-di-Berlusconi.html/
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di Tonino Cantelmi
I nuovi
media non sostituiscono i precedenti, ma si aggiungono. I recenti risultati
politici lo confermano. Ma i rapporti di forza tra i media cambiano. Per
la prima volta il web batte la TV. Grillo ha rifiutato la TelePolitica
ed ha puntato sulla @politica: tutto web e niente TV, carta stampata,
manifesti. Berlusconi ha praticamente ignorato il web ed ha continuato a fare
TelePolitica.
E’ il
segno dei tempi.
Il grande innovatore degli anni ’90 scelse il linguaggio televisivo per proporsi. Scelse il linguaggio telenarcisita dell’apparire, la semplificazione del pensiero, l’immediatezza senza replica del TV-comizio, lo scontro verbale con giornalisti e conduttori, l’immagine e la personificazione della lotta. La contaminazione televisiva della politica raggiunse il suo apice con l’irrompere dell’imprenditore non politico in politica e fu la fine del politichese incomprensibile e del ragionamento astruso. Non che il politichese di maniera non fece resistenza a suo modo, ma il trionfo dell’immagine e la semplificazione del ragionamento trovarono nella Tv la miglior espressione del nuovo modo di fare politica.Questa innovazione ha avuto per l’appunto un grande protagonista in Berlusconi. E in qualche modo la TV mantiene un sostanziale protagonismo, come dimostra la inaspettata rimonta di Berlusconi, dato per morto politicamente solo un mese fa e oggi di nuovo vivo.
Il grande innovatore degli anni ’90 scelse il linguaggio televisivo per proporsi. Scelse il linguaggio telenarcisita dell’apparire, la semplificazione del pensiero, l’immediatezza senza replica del TV-comizio, lo scontro verbale con giornalisti e conduttori, l’immagine e la personificazione della lotta. La contaminazione televisiva della politica raggiunse il suo apice con l’irrompere dell’imprenditore non politico in politica e fu la fine del politichese incomprensibile e del ragionamento astruso. Non che il politichese di maniera non fece resistenza a suo modo, ma il trionfo dell’immagine e la semplificazione del ragionamento trovarono nella Tv la miglior espressione del nuovo modo di fare politica.Questa innovazione ha avuto per l’appunto un grande protagonista in Berlusconi. E in qualche modo la TV mantiene un sostanziale protagonismo, come dimostra la inaspettata rimonta di Berlusconi, dato per morto politicamente solo un mese fa e oggi di nuovo vivo.
Venti
anni dopo l’irruzione della contaminazione televisiva del linguaggio politico,
una nuova contaminazione sbanca la politica: quella di Grillo. L’immagine lascia il posto alla @parola, al web e al suo linguaggio
immediato, senza controllo, a volte insultante, sicuramente sincopato e
aforismato, privo di virgole e punti, apparentemente democratico e irriverente
verso l’autorità. E’ sul web che si vota, si sceglie, ci si propone, si
ragiona, si discute e si annunciano decisioni e scelte. Il format di Grillo
passa dalla TV, là dove è nato, al web e viene consegnato ad una massa anonima
che sceglie, vota ed elegge un centinaio e più di deputati e senatori
altrettanto anonimi. Ecco dunque la @politica, una forma di web democrazia, che
esclude una gran parte di persone tecnodisarmate e promuove una nuova tecnocrazia.
La tecnocrazia digitale ha un capo, il proprietario del format per l’appunto,
il web avatar GrilloCasaleggio, ma in realtà propone una forma di
responsabilità web collettiva.
E dunque,
almeno analizzando il linguaggio della politica vincente di oggi, dobbiamo dire
che dal dominio del politichese siamo passati alla tecnocrazia ed infine alla
webcrazia. Ma non completamente. E così abbiamo ben tre linguaggi: il
politichese, di gran lunga minoritario e moribondo, il linguaggio telepolitico,
ferito, ma non domato e affatto vinto, e l’emergente linguaggio della
@politica, che promette di cannibalizzare i vecchi linguaggi.
Berlusconi
ha dunque consegnato la staffetta nelle mani di Grillo? Grillo dunque è il
miglior interprete della politica nell’epoca della postmodernità tecnoliquida?
Se lo pensiamo, benvenuti nella @politica!
martedì 12 febbraio 2013
ADOLESCENTI E GIOVANI NEL TEMPO DI INTERNET: QUALE RAPPORTO CON LA FEDE? - Convegno del 26 febbraio 2013
La dottoressa Michela Pensavalli interviene per spiegare come si sia modificato il modo di relazionarsi dei giovani di oggi nell'ambito familiare e sociale, in seguito all'introduzione della tecnologia e successivamente alla diffusione dei social network e come questo cambiamento abbia influito anche nel rapporto tra i giovani e la fede.
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