Itci - Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale

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giovedì 22 novembre 2012

Adolescenti: perché non riusciamo a capirli - convegno del 24 novembre 2012

Scuola per Genitori. Adolescenti: perché non riusciamo a capirli


23/25 novembre 2012. Iniziativa promossa da Rinnovamento nello Spirito Santo

Docente Tonino Cantelmi- scuola per genitori
Programma del 23-25 novembre 2012 Adolescenti: perché non riusciamo a capirli. Giornata di approfondimento giudata dal Prof. Cantelmi
Sessione pomeridiana
Ore 15.30: Arrivo e sistemazione
Ore 17.30: Coffee Break di accoglienza
Ore 18.30: Presentazione del Corso e dei partecipanti a cura di: Hector Nardone, delegato RnS presso Forum nazionale delle Associazioni Familiari

Ore 19.00: Relazione e condivisione sul tema: “Adolescenti: perché non riusciamo a capirli. Disamina sul mondo adolescenziale oggi: gli adolescenti di oggi; relazionarsi con loro; adolescenti e mass media”(I parte) Prof. Tonino Cantelmi
Ore 20.00: Cena
Ore 21.30 - 22.30: Ripresa Relazione e condivisione sul tema - Prof. Tonino Cantelmi

Sabato 24 novembre

Sessione Mattutina
Ore 08.00: Colazione
Ore 09.00: Relazione e condivisione sul tema: “Adolescenti: perché non riusciamo a capirli”  (II parte)  Prof. Tonino Cantelmi
Ore 11.00: Coffee Break
Ore 11.20: Ripresa dei lavori
Ore 13.00: Pranzo

Sessione pomeridiana
Ore 15.30: Suddivisione dei partecipanti per i Lavori di gruppo a cura della Dott.ssa Michela Pensavalli
Ore 17.00: Coffee Break
Ore 17.20: Ripresa dei Lavori di gruppo
Ore 20.00: Cena
Ore 21.30 - 22.30: Approfondimento col tutor, a cura della Dott.ssa Michela Pensavalli
Domenica 25 novembre
Sessione Mattutina
Ore 08.00:  S. Messa
Ore 08.45: Colazione
Ore 09.30: Illustrazione in plenaria dei Lavori di gruppo e conclusioni a cura della Dott.ssa Michela Pensavalli
Ore 11.00: Coffee Break
Ore 11.00: Conclusioni del Prof. Dario Sacchini
Ore 13.30: Pranzo
Ore 15.30: Partenze

La sfida educativa impone, oggi, un impegno urgente di sostegno e di accompagnamento alla genitorialità. La Scuola per genitori intende porre l'attenzione su tematiche cruciali inerenti il processo di costruzione della genitorialità, con particolare attenzione ai passaggi critici della vita dei figli, che possono rendere difficoltoso per i genitori l'esercizio della propria funzione. Ha l'obiettivo di costruire uno spazio d'incontro, di confronto, di condivisione delle proprie esperienze a vantaggio di chi ha una funzione genitoriale e di chi svolge, a qualsiasi titolo, una funzione educativa.
La Scuola, in programma presso la Casa Famiglia di Nazareth di Loreto (AN), prevede un percorso formativo articolato in otto incontri, ciascuno dei quali caratterizzato dalla trattazione di una delle differenti tematiche che contribuiscono a definire il quadro della realtà familiare. Ciascun Corso rappresenta un argomento in sé compiuto, motivo per cui è possibile iscriversi a tutto il percorso o a uno o più moduli di interesse.
Su tale iniziativa, così il presidente nazionale, Salvatore Martinez: «In piena emergenza educativa, la Scuola per genitori promossa dal RnS, con preziose collaborazioni di istituzioni ed esperti, vuole riaffermare il primato sociale ed ecclesiale dell'istituto familiare. Non si può costruire una comunità umana più giusta e una società contemporanea più solidale senza adeguati modelli di vita sponsale, genitoriale e familiare... La Scuola per genitori è una risposta concreta, un gesto di amicizia offerto a tutti, una pedagogia fatta di esperienze e conoscenze che il RnS pone all'attenzione del Paese, in sintonia con gli Orientamenti pastorali dei Vescovi per il Decennio in corso. L'auspicio è che il format che si proporrà a Loreto possa essere replicato in altre Regioni d'Italia».

Queste le date:
    •    28-30 settembre 2012 - La famiglia nella Costituzione: diritti e doveri
    •    26-28 ottobre 2012 - Genitori nelle età evolutive
    •    23-25 novembre 2012 - Adolescenti: perché non riusciamo a capirli
    •    25-27 gennaio 2013 - Genitori e figli: voi-noi
    •    22-24 febbraio 2013 - Il rapporto genitori-figli: incontro o scontro?
    •    22-24 marzo 2013 - La comunicazione tra genitori e figli
    •    24-26 maggio 2013 - Educare agli stili di vita nel ciclo vitale della persona e della famiglia
    •    21-23 giugno 2013 - Il rapporto famiglia-società e la promozione della cultura dell'accoglienza
Per informazioni, consultare il depliant allegato e il sito web di Rinnovamento nello Spirito Santo

lunedì 29 ottobre 2012

CONVEGNO TECNONAVIGAZIONE PROTETTA: SAFE SOCIAL MEDIA - RIMINI 8 NOVEMBRE 2012

Come navigare sicuri e districarsi nel mondo della società liquida. 
Occasione imprendibile per genitori ed educatori per parlare di come proteggersi dalle insidie della rete. 
Con il professor Tonino Cantelmi e la dottoressa Michela Pensavalli e la dottoressa Maria Beatrice Toro.
I massimi esperti  del settore, presentano le loro ricerche e il progetto Dafne realizzato in collaborazione con la Fondazione Enaip Zavatta di Rimini.


mercoledì 24 ottobre 2012

I NATIVI DIGITALI

Come reagire, come riappropriarsi della propria identità e della propria autonomia di pensiero, come riattivare la volontà personale e rendersi artefici della propria vita e della propria dignità? 

Il Prof. Tonino Cantelmi è stato il primo in Italia a occuparsi dell’impatto della tecnologia digitale sulla mente umana (Internet Dipendenza) e ha fondato il CEDIS, ente per lo studio delle dipendenze comportamentali (nello specifico dipendenza da tecnologia e dipendenza sessuale).

Questo video che proponiamo è un estratto della conferenza tenutasi alla Luiss in cui il Prof. Cantelmi affronta la tematica dei nativi digitali.



venerdì 19 ottobre 2012

Tecnoliquidità


Tecnoliquidità


Tecnoliquidità



La digitalizzazione è la forza che ha “dato il colpo di grazia” alla modernità, traghettandoci verso la post-modernità tecnologica e "liquida".
Siamo, in sostanza, tutti parte della società incessante, come scrive Tonino Cantelmi nel libro Tecnoliquidità, in uscita a dicembre: «Incapaci di staccare la spina, sempre lì a digitare, a twittare, a condividere, senza differenze tra giorno e notte, feriale e festivo, casa e ufficio». 
Ma cosa si intende per Tecnoliquidità? secondo gli Autori del libro, Tonino Cantelmi e Maria Beatrice Toro, questa è un'area che emerge attraverso il fascio incrociato di due riflettori: la cultura liquida e la rivoluzione tecnologica, che oggi maggiormente stanno condizionando lo sviluppo dell’identità individuale e collettiva, fornendo nuove possibili articolazioni della dialettica tra stabilità e flusso di coscienza, su cui si basa l’articolazione della personalità. 

All’interno del mondo liquido l’individuo post-moderno vive come immerso in un mare di relazioni, abilità e conoscenze in continua evoluzione, che lo abituano, proprio come i liquidi, a mutare forma in base al contenitore che lo rende visibile e contiene, mentre lo rendono incapace di assumere impegni e forme d’identità credibili, stabili e solide. 

Stiamo assistendo ad un passaggio evolutivo che porterà ad una riorganizzazione delle strutture neuro-cognitive? 

Dal “brodo primordiale” tecnoliquido, in sostanza, sta per emergere un nuovo modello di mente?

mercoledì 17 ottobre 2012

La dipendenza da Internet - Tonino Cantelmi

Prospettive: Come valutare e definire i disturbi legati all'abuso di web


«Ho deciso di prendere un po’ di dramamina per non sentire più l’angoscia». «Sono nella mia stanza, da solo. Non so più cosa fare». «È una tortura». Ecco le emozioni raccontate in un diario dagli studenti del corso di giornalismo dell’Università del Maryland che hanno partecipato alla ricerca A day without Media: 24 ore senza connessione, smartphone, tablet. «Nel silenzio del campus — scrive uno studente — senza nemmeno musica». Né Google, Facebook, Twitter. L’indagine, realizzata dall’Icmpa, l’International Center for Media and Public Agenda, pone, ancora una volta, una domanda: Internet ci rende dipendenti?
Il Dsm-V, il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, a cui «la Lettura» ha dedicato un articolo la scorsa settimana, non sa rispondere. Gli psichiatri dell’Apa, l’associazione professionale americana che lo redige, non hanno aggiunto l’Internet Addiction Disorder (Iad), la dipendenza dalla Rete, tra le nuove patologie, ma hanno suggerito studi ulteriori.
Non esistono criteri comuni per valutare la dipendenza, come rivela la meta-indagine quantitativa Internet Addiction: Metasynthesis of 1996-2006, studio condotto da un team di ricercatori internazionali sugli articoli pubblicati dalle riviste scientifiche e dedicati al tema. Conclusione: c’è un grande vuoto scientifico. Persino le indagini accademiche più autorevoli sono contraddittorie. Il caso emblematico riguarda l’Internet Paradox, realizzato dalla Carneige Mellon University di Pittsburg per descrivere le caratteristiche relazionali degli utenti di Internet. La prima versione della ricerca, del 1998, stabilisce una connessione tra l’uso della Rete e il peggioramento, nel breve tempo, dei rapporti face-to-face, con un incremento dei casi di depressione e solitudine. Ma la stessa analisi ripetuta nel 2002 e orientata a stabilire l’effetto di Internet sulle relazioni sociali a lungo termine, rivela che chi naviga e frequenta i social network è più inserito nei circoli, nelle associazioni, nei luoghi di ritrovo del posto in cui vive. L’unica continuità tra le due versioni dello studio riguarda la tendenza dei navigatori a una maggiore mobilità: cambiano città più spesso.
Chi è malato di Internet, allora? Chi si connette più di 8 ore al giorno, sostiene Kimberly Young, direttrice del Center for Internet Addiction Recovery e fedele seguace delle teorie del professor Ivan Goldberg autore, nel 1995, della definizione del disturbo da dieta mediatica (lo stesso psichiatra che a «Wired», l’anno dopo, confessò: «Sono tutte balle»). «Oltre al tempo ci sono dei sintomi chiari — spiega Young — sia fisici, come la sindrome del tunnel carpale o un repentino cambiamento di peso, che comportamentali: ansia, nervosismo, sensazione di astinenza. Secondo le nostre ricerche lo Iad riguarda un americano su 8. In Cina, Corea del Sud, Taiwan si tratta del 30% della popolazione digitale».
Tonino Cantelmi - dipendenza da internet - Corriere della Sera - la Lettura Per quanto riguarda l’Italia, invece, secondo il Rapporto nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza del 2011, realizzato da Eurispes e da Telefono azzurro, quasi un ragazzo su 5 si sente irrequieto e nervoso quando non può accedere alla Rete e il 17,2% dei giovani ha cercato di ridurne l’uso senza riuscirci. La ricerca Internet Addiction Disorder: Prevalence in an Italian Student Population, realizzata all’inizio del 2012 dall’Ospedale di Cremona e coordinata dal professor Roberto Poli, rivela che il 94,19% degli utenti Internet fa un uso normale del mezzo, il 5,01% è moderatamente dipendente, lo 0,79% lo è seriamente.
Ma come si calcola la dipendenza? Il test di valutazione di David Greenfield, fondatore del Center for Internet and Technology Addiction (il cui motto è: gestisci i media digitali prima che siano loro a gestire te) è fatto di 12 domande a rispostamultipla. Ma c’è chi critica l’approccio quantitativo. «I numeri non significano nulla — ha spiegato Vaughan Bell, ricercatore dell’Istituto di psichiatria del King’s College di Londra e autore di Mind Hacks. Tips and Tricks for Using Your Brain —. L’Internet Addiction Disorder non esiste e non esiste nessuna evidenza scientifica per cui a una connessione prolungata debba corrispondere una malattia mentale. Se leggo parecchi fumetti sono forse comics-dipendente? Il punto è che la stessa definizione di dipendenza da Internet rivela una cattiva comprensione di cosa davvero sia Internet».
«Il web è un pezzo di vita — spiega Federico Tonioni, responsabile dell’Ambulatorio per le dipendenze da Internet del Policlinico Gemelli —. Non si può dire che esistono persone dipendenti… dalla vita». Siamo, in sostanza, tutti parte della società incessante, come scrive Tonino Cantelmi nel libro Tecnoliquidità, in uscita a dicembre: «Incapaci di staccare la spina, sempre lì a digitare, a twittare, a condividere, senza differenze tra giorno e notte, feriale e festivo, casa e ufficio». Chi perde il controllo, il più delle volte vive un problema pre-esistente.
«In tre anni — spiega — sono venute da noi oltre 550 persone. Il 20% sono adulti e l’80% giovani. Gli adulti si muovono in contesti poco interattivi e ripropongono dipendenze già note, dal sesso o dal gioco d’azzardo, solo ampliate dalla Rete». Nei ragazzi la situazione è diversa. Hanno tra gli 11 e i 23 anni, intelligenti, timidi. «Vivono relazioni prive di corpo — spiega Tonioni —. Nelle chat o nei giochi online non puoi né colpire né baciare per davvero. Lo schermo è uno scudo protettivo». I genitori, «immigrati digitali», non capiscono i figli «nativi», e pensano di dover curare una dipendenza mentre spesso si tratta di altro. «Indaghiamo il loro disturbo affettivo, relazionale. Non c’è una terapia con un tempo determinato. Chi guarisce comincia a uscire con una ragazza, a praticare uno sport — conclude Tonioni —, ma non diciamo mai di spegnere il computer».
Un monito che, invece, arriva proprio dalla Silicon Valley. «Log off!» (disconnettiti), consiglia Stuart Crabb, responsabile del settore Learning and Development di Facebook, tra gli speaker della prossima edizione di Wisdom 2.0. Non una conferenza ma una vera e propria esperienza, durante la quale manager e direttori di Google, Microsoft, Facebook, Twitter, eBay, praticano yoga e discutono di consapevolezza e benessere psicologico. L’obiettivo di tutti i partecipanti, secondo l’organizzatore Soren Gordhamer, è coniugare saggezza e sviluppo tecnologico, serenità e mutazione. Ecco, in sostanza, il tema chiave: piuttosto che concentrarsi sulla dipendenza da Internet, è utile studiare il cambiamento, le opportunità e le minacce che comporta. «Siamo alle soglie di una mutazione antropologica — spiega Cantelmi — fenomeni che chiamiamo patologici vanno compresi all’interno di questo cambiamento». Internet, allora, non ci rende malati. Ma solo diversi. Una trasformazione impossibile da indagare con una tabella oraria.
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