Itci - Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale

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giovedì 12 febbraio 2015

Salute: psichiatra, a Sanremo brutta forma di cyberbullismo anti-grasso - intervista Tonino Cantelmi

Risultati immagini per focus.it

Cantelmi, anche il tentativo di riparare riflette la stigmatizzazione del peso corporeo diffusa nella società

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L'"infelice battuta" di Alessandro Siani al bambino in sovrappeso ieri al Festival di Sanremo "rappresenta una forma drammatica di cyberbullismo: oltre ad andare in onda in tv, è stata ripresa da tutti i social. Un'offesa moltiplicata dalla Rete, anche nel tentativo di difesa, che un bambino non può gestire emotivamente e che riflette una nuova forma di emarginazione e stigmatizzazione del peso corporeo, molto diffusa nella società di oggi". Lo evidenzia all'Adnkronos Salute Tonino Cantelmi, docente di psicologia dello sviluppo all'università Lumsa di Roma.
"Quello di ieri - prosegue lo psichiatra - è solo l'ultimo di una serie di episodi, ricordo la drammatica aggressione violenta a Napoli nei confronti di un ragazzino obeso, specchio di questa moderna stigmatizzazione di sovrappeso e obesità". La società sembra non accettare chi non rientra nello standard di magrezza riproposto da giornali e tv. "E anche fra i ragazzini e gli adolescenti ormai l'offesa più umiliante è 'ciccione'. Insomma - sintetizza Cantelmi - ieri l'attore è incappato in un brutto scivolone, e non basta certo una foto insieme sui social per riparare. Sono convinto che, per metabolizzare e superare l'accaduto, il bambino avrà bisogno di un aiuto, che passi attraverso gli adulti di riferimento per la sua vita. Occorre in particolare aiutarlo a gestire questo aspetto emotivo e, soprattutto, a non colpevolizzarsi per via del suo peso".

venerdì 6 febbraio 2015

Gli smartphone e la rivoluzione tecnoliquida: i nativi digitali e i nuovi modelli di relazioni ed affettività nella post modernità - Roma 9 febbraio 2015

 

"Gli smartphone e la rivoluzione tecnoliquida: i nativi digitali e i nuovi modelli di relazioni ed affettività nella post modernità"

In occasione della Giornata Europea dei Genitori e della Scuola, organizzata dall' A.Ge. (Associazione Italiana Genitori) e dal Fo.N.A.G.S. (Forum Nazionale Associazioni Genitori Scuola) che si terrà presso il MIUR - Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, il giorno 9 febbraio 2015, la dottoressa Michela Pensavalli interverrà al convegno per spiegare il concetto di tecnoliquidità e illustrare come questa rivoluzione tecnologica stia modificando i rapporti e le relazioni affettive e sociali dei giovani di oggi.

giovedì 5 febbraio 2015

"I nativi digitali: nuovi modelli di relazione e affettività nell'epoca tecnoliquida" - Bologna, 14 febbraio 2015

Yoga Educational - Educazione

"I nativi digitali: nuovi modelli di relazione e affettività nell'epoca tecnoliquida"

La dottoressa Michela Pensavalli interverrà come relatrice alla giornata formativa che si terrà il giorno 14 febbraio dalle ore 10.30 alle ore 13.00 a Bologna presso l'Istituto Yoga Educational per approfondire il concetto di tecnoliquidità e spiegare come, a seguito dell'introduzione della tecnologia e successivamente alla diffusione dei social network,
 si sia modificato il modo di relazionarsi dei giovani di oggi nell'ambito familiare e sociale.


mercoledì 28 gennaio 2015

La psicologa: padri assenti, ma madri ansiose e ingerenti - intervista Radio Vaticana del 28/01/2015

Sull’assenza dei padri in famiglia, come spiegato dal Papa all’udienza generale, e sulla responsabilità condivisa con le madri, Sergio Centofanti ha intervistato la psicoterapeuta Michela Pensavalli, docente presso l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma:


R. – Sicuramente, viviamo in una società paradossale dove la tecnologia ci mette tutti molto più in contatto gli uni con gli altri, però i legami sono diventati più liquidi, possiamo dire; quindi è più difficile intercettare davvero i bisogni dell’altro ed entrare in comunicazione con l’altro. E’ una società post-moderna un po’ complicata, che ha avuto un impatto importante dal punto di vista dell’apertura agli altri con le nuove tecnologie, ma che è anche confusiva nel suo modo di potersi esprimere in maniera incessante e senza limiti anche di ruolo. Per esempio, i ruoli del padre e della madre oggi sono molto più ambivalenti: un papà è amico con il figlio sul social network, spia molto spesso il figlio sul social network, però poi non ha il coraggio di affrontare gli elementi scabrosi o conflittuali che ne verrebbero fuori, di ciò che va leggendo della vita privata del figlio. Quindi, siamo stati aiutati per certi versi, ma i rapporti si sono complicati.

D. – Il Papa dice che l’assenza della figura paterna nella vita dei piccoli e dei giovani produce lacune e ferite che possono essere anche molto gravi …

R. – Sì. C’è da aggiungere una responsabilità condivisa all’interno della famiglia. Quello che io osservo da psicoterapeuta è che molto spesso gli uomini sono messi in ombra anche dalla figura femminile: cioè, assistiamo ad una rivoluzione per cui la donna ha preso molto in mano le fila della famiglia e quindi spesso l’uomo delega totalmente la crescita dei figli e l’aspetto educativo alla madre che però, ovviamente, va in affanno perché due genitori servono appunto per questo, per passarsi il testimone e per dare anche una restituzione che sia armoniosa tra il ruolo della donna e quello dell’uomo. Quindi, è vero che i padri si sono fatti più assenti, però è vero anche che c’è un’ingerenza maggiore da parte delle madri, che sono madri comunque spesso molto ansiose e preoccupate e anche un po’ ingerenti. Concordo con ciò che dice il Papa, ma esorto anche le mamme a valutare di poter lasciare lo spazio giusto ai papà quando vogliono fare.

D. – Il Papa dice anche che le devianze dei bambini e degli adolescenti si possono in buona parte ricondurre anche a questa assenza dei padri …
R. – Bè, perché il papà è la persona che stabilisce le norme, le regole, i criteri morali, i criteri etici e comportamentali; soprattutto per i figli maschi è importante avere una persona da emulare, da osservare e quindi l’assenza del padre è un peso veramente grande sulla crescita personologica di un bambino. Spesso, per esempio, quando si assiste alla confusività sull’identità di genere, è proprio perché capita che il papà è un papà che si esprime poco, un papà che ha difficoltà a parlare sui toni affettivi ed emotivi e quindi il figlio si rapporta con molta più facilità alla mamma. Non è sempre questa una regola, però spesso succede che il modello femminile è poi quello imperante e il padre depone le armi educative, per così dire, e lascia fare troppo alla mamma.

D. – Lei, nella sua esperienza, quali conseguenze vede di questa assenza dei padri?
R. – Ma, sicuramente una confusione nella crescita, soprattutto nei maschietti, del “saper fare” e del “saper essere”, perché il padre riveste, da quando i bambini sono piccoli, il ruolo giocoso e quindi tutela anche tutta la fase dell’esplorazione e della conoscenza del mondo. Un papà che è assente nelle prime fasi della vita induce poi nel piccolo o nella piccola un’incapacità di essere totalmente liberi, di fidarsi, di affidarsi al mondo e alle circostanze. Successivamente, i problemi sono di altro tipo: un papà che si assenta, che viene a mancare durante la fase prepuberale o adolescenziale, nel maschio determina una difficoltà nell’identificazione del ruolo di genere, nella femmina porta tutta una serie di surrogati, di ricerca di surrogati, di persone che possano in qualche modo sopperire all’assenza della figura maschile, invischiandosi in relazioni di dipendenza affettiva. Quindi, le femmine, le donne che hanno avuto un papà assente sono quelle che poi o si costringono alla totale assenza del legame con la figura maschile – per continuità, questo, proprio perché non c’è stato quel legame – oppure si invischiano in legami di dipendenza e quindi di “amore-troppo amore” che però poi non le lascia libere di esprimere se stesse.

lunedì 12 gennaio 2015

Arriva il cyberpsicologo - video intervista prof. Tonino Cantelmi

Sempre connessi, tra smartphone e tablet, i nostri ragazzi, nativi digitali, hanno una struttura mentale che funziona diversamente dai genitori. 
Per questo, i loro comportamenti, così come i loro problemi, vanno affrontati da specialisti preparati. 
Arriva per la prima volta in Italia il cyberpsicologo.


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