La dottoressa Michela Pensavalli interverrà in occasione del corso di aggiornamento presso la diocesi di Pozzuoli sul tema: "MODELLI
CULTURALI E CONTESTO STORICO-SOCIALE: nativi digitali ed immigrati digitali a
confronto. Come
la domanda religiosa si sta trasformando nell’epoca della post modernità" e su "L’IDENTITA’
E L’AMBIENTE COSTITUTIVO DEL NATIVO DIGITALE (vantaggi e svantaggi dei new
media)"
Psicologa - Psicoterapeuta
Via di Santa Costanza, 62 – 00198 Roma
"La fortuna più grande che si possa avere nella vita è amare ciò che si fa e riuscire sempre a sognare per il futuro"
Itci - Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale
lunedì 2 settembre 2013
MODELLI CULTURALI E CONTESTO STORICO-SOCIALE: nativi digitali ed immigrati digitali a confronto - Corso di aggiornamento Pozzuoli 10-11-12 settembre 2013
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Suicidato a 14 anni per la paura di non essere accettato per la sua omosessualità - Tonino Cantelmi
Newstv2000 intervista il Prof. Cantelmi circa il suicidio di Marco, un ragazzo di 14 anni che nella notte tra il 7 e l’8 agosto scorso si è tolto la vita lanciandosi dal tetto del suo palazzo. Un gesto che il giovane ha compiuto per paura di non essere accettato per la sua omosessualità.
sabato 10 agosto 2013
A rischio libertà, di cura, ricerca e insegnamento - Tonino Cantelmi
Lo psichiatra Tonino Cantelmi mette in luce i problemi per la professione. Sottolinea come in Europa si diffonda "una 'Dio-fobia', una sorta di discriminazione, rifiuto, avversione verso ciò che è religioso". E ancora: "In nome di una tolleranza a 360 gradi si cela un pericoloso assolutismo"
di Giovanna Pasqualin Traversa
Slitta a settembre, dopo un dibattito apertosi e conclusosi in un’Aula di Montecitorio semideserta, il voto del disegno di legge per il contrasto all’omofobia e alla transfobia, testo unificato licenziato dalla Commissione Giustizia. Sarà la Conferenza dei capigruppo a definire, il 5 settembre, il calendario dei lavori. Introducendo il nuovo reato di omofobia e transfobia, la proposta prevede pene carcerarie e una sorta di “rieducazione” per chi si macchi di “reati di opinione” contro l’omosessualità, con gravi ripercussioni su diritti riconosciuti dalla nostra Costituzione come il diritto alla libertà di pensiero (art.21) e alla libertà religiosa (art.19). Nel dibattito accesosi in queste settimane, i cattolici vengono accusati di oscurantismo e di omofobia. Perché? Ne abbiamo parlato con Tonino Cantelmi, presidente dell’Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici.
Perché non possiamo accettare, come cattolici, l'accusa di bigottismo, intolleranza, omofobia? Ma poi che cosa è esattamente l’omofobia?
“È la paura e l’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità e delle persone Lgbt (lesbian, gay, bisex e transgender, ndr), in parte basata su pregiudizi e in parte riferibile a meccanismi psicologici di rifiuto. Nel complesso questo genera comportamenti avversi alle persone omosessuali, ma occorre riconoscere che nelle comunità cristiane l’accoglienza delle persone omosessuali è una realtà ormai consolidata. L’omofobia non riguarda la prassi di vita delle nostre comunità, dove al contrario è presente un’importante dimensione ‘inclusiva’ delle persone. Direi anzi che proprio al vissuto di fede delle persone è significativamente correlata la capacità di tolleranza e accoglienza di ogni tipo di diversità”.
Perché, allora, alcuni tendono a “confondere” il magistero della Chiesa - secondo il quale la pratica dell'omosessualità è una forma di disordine morale - con il disprezzo, la discriminazione, quando non anche l'istigazione all'odio verso le persone gay?
“Probabilmente nasce tutto da un equivoco. L’omofobia può essere riferita ad una accezione discriminativa, ma, come ho già detto, nella realtà e nella prassi delle comunità cristiane questo fenomeno discriminatorio è meno significativo che in gran parte della società. C’è tuttavia una tendenza a considerare omofobo qualsiasi ‘giudizio’ sull’omosessualità che non sia corrispondente alla versione gay dell’omosessualità. Questa accezione dell’omofobia porterebbe a trasformare qualunque ‘prospettiva morale’ in una versione omofoba. Un equivoco che produce una confusione micidiale” .
Con questa proposta di legge in Italia, e con le analoghe leggi già approvate in altri Paesi Ue (Inghilterra, Francia, Spagna), non c'è il rischio che in Europa si stia diffondendo, e paradossalmente proprio in nome di una presunta società pluralista e tollerante, una cultura della discriminazione "al contrario" verso i cristiani, e in generale verso chiunque voglia comportarsi in modo coerente con i principi della propria fede?
“Oggi stiamo assistendo alla ‘Dio-fobia’, cioè ad una sorta di discriminazione, rifiuto, avversione verso ciò che è religioso. È un fenomeno successivo e conseguente al cosiddetto ‘orgoglio ateo’; una sorta di attiva e pregiudizievole discriminazione verso il religioso e le persone religiose. La tolleranza verso tutto si trasforma paradossalmente in una ‘Dio-fobia’; in realtà è rifiuto e disprezzo di ciò che è proposto come assoluto, in omaggio a una sorta di delirio relativistico. Il rischio nascosto nel disegno di legge sull’omofobia è proprio questo: dietro il nome di una tolleranza a 360 gradi si cela un pericoloso assolutismo, quello del pensiero dominante. Si tratta di equilibri delicati che richiederebbero, a mio parere, una riflessione meno banale di quella che in questo momento sta facendo il Parlamento”.
Cattolico impegnato e psichiatra. Nello specifico, quali ricadute potrebbe avere questa legge sullo svolgimento della sua professione?
“Vi sono alcune condizioni, legate all'orientamento sessuale, di interesse clinico, come ad esempio l'orientamento sessuale egodistonico o problematiche di disagio adolescenziale collegate, o ancora incertezze identitarie connesse a problematiche traumatiche o infine alla richiesta di persone bisessuali di indagare la loro condizione. Nella sua attuale formulazione, questa legge potrebbe impedire un approccio clinico-terapeutico, ledendo la libertà di cura del medico e dello psicologo (fatte salve le prescrizioni già previste nell'ordinamento deontologico delle professioni interessate), e soprattutto del paziente stesso. Qualunque intervento valutativo o critico potrebbe infatti configurare il reato di omofobia. La ricerca clinica, inoltre, ne sarebbe gravemente limitata: uno studio clinico che intendesse, ad esempio, rilevare il disagio emotivo di figli adottati da coppie omoparentali potrebbe essere tacciato di omofobia. Dall’analisi di questo ddl si evincono quindi, a mio parere, anche gravi questioni inerenti la libertà costituzionale di cura, ricerca e insegnamento”.
“Vi sono alcune condizioni, legate all'orientamento sessuale, di interesse clinico, come ad esempio l'orientamento sessuale egodistonico o problematiche di disagio adolescenziale collegate, o ancora incertezze identitarie connesse a problematiche traumatiche o infine alla richiesta di persone bisessuali di indagare la loro condizione. Nella sua attuale formulazione, questa legge potrebbe impedire un approccio clinico-terapeutico, ledendo la libertà di cura del medico e dello psicologo (fatte salve le prescrizioni già previste nell'ordinamento deontologico delle professioni interessate), e soprattutto del paziente stesso. Qualunque intervento valutativo o critico potrebbe infatti configurare il reato di omofobia. La ricerca clinica, inoltre, ne sarebbe gravemente limitata: uno studio clinico che intendesse, ad esempio, rilevare il disagio emotivo di figli adottati da coppie omoparentali potrebbe essere tacciato di omofobia. Dall’analisi di questo ddl si evincono quindi, a mio parere, anche gravi questioni inerenti la libertà costituzionale di cura, ricerca e insegnamento”.
venerdì 26 luglio 2013
D'estate saltano i pasti per stordirsi con l'alcol, 300 mila ragazzine a rischio - Tonino Cantelmi
Roma - (Adnkronos Salute) - Piluccano appena il cibo contando ogni caloria,
per poi far tardi la sera e bere senza insidiare la linea. E il professor
Cantelmi lancia l'allarme drunkoressia. Le vacanze sono il
periodo più critico, in aumento le richieste d'aiuto. La storia di tre di loro.
Ragazzine che si alzano
tardissimo, saltano i pasti o piluccano appena il cibo contando
ogni caloria, per poi far tardi la sera e
stordirsi con l'alcol senza insidiare la linea. Ma
rischiando il coma etilico.
"L'estate è un periodo particolarmente critico
per le drunkoressiche,
giovanissime anoressiche che non mangiano per poter bere e sballarsi senza
'sforare' con le calorie. Un fenomeno recente", legato alla moda degli aperitivi, "in forte
aumento in Italia". Parola di Tonino Cantelmi, professore di psicologia
dello sviluppo alla Lumsa, che segnala all'Adnkronos Salute "il
moltiplicarsi di richieste di aiuto" e stima in "300 mila in tutta
Italia le 'under 15 anni' a rischio drunkoressia".
"Tantissime e giovanissime - aggiunge - sono le
vittime di questa moderna anoressia, che alla privazione del cibo e
all'ossessione del controllo attraverso il peso corporeo abbina lo sballo con
l'alcol, portando facilmente al coma etilico. Ma anche a problemi con il ciclo,
svenimenti e altri disturbi. Nelle ultime settimane - racconta Cantelmi - ho
ricevuto una serie allarmante di richieste di aiuto e di chiamate da parte di
genitori preoccupati e incapaci di gestire situazioni francamente molto
difficili". "Queste ragazzine parlano e vestono come ventenni, ma
sembrano totalmente inconsapevoli dei pericoli che stanno correndo. E sembrano
non pensare al futuro. L'alcol in quelle dosi, a stomaco vuoto e bevuto cosi'
presto e' pericolosissimo. Il fatto di non dover andare a scuola, di non avere
orari e di non essere controllate consente a queste ragazzine di autogestirsi e
rende il problema meno visibile. Finché non arrivano a stare male davvero. Si tratta di un fenomeno francamente allarmante",
conclude Cantelmi che all'Adnkronos Salute racconta la storia di tre di loro.
Nottate fuori a bere con gli amici, giornate chiuse in
camera tra Facebook, Instagram ed sms, tanto
silenzio, vuoto e niente sogni per il futuro. E' così la vita di
tre ragazzine drunkoressiche di nemmeno 15 anni. "Pochi giorni fa, nel
giro praticamente di una settimana, ho visitato 3 adolescenti che mi hanno
impressionato moltissimo e mi hanno spinto a sollevare il velo su un problema
di cui ancora di parla poco", racconta Cantelmi.
"Vedo circa 30 pazienti al giorno: 3 adolescenti
in una settimana, tutte ragazzine sotto i 15 anni, anoressiche e con la mania
dell'alcol, sono tante". Si tratta di giovanissime accomunate da "uno
stile di vita pericoloso, tantissima solitudine, passione per i social network.
Ma non solo. Mi impressiona la distanza fra gli adulti coinvolti, o assenti, e
queste ragazzine: il vuoto della loro vita, il rapporto con il corpo-involucro
da privare del cibo e imbottire di alcol, tra abiti griffati e piercing. Ma
soprattutto l'assenza di ogni pensiero sul futuro". La prima, chiamiamola
Viola, e' una ragazzina di 14 anni, "bellina, un po' rotonda ma non certo
grassa", trascinata dallo psichiatra da un parente, che "maneggia
sesso, alcol e droga come un'adulta. E' arrabbiata con la vita, a dieta spropositata
per combattere i chili di troppo (salvo lanciarsi in abbuffate spropositate),
si ubriaca e digiuna troppe sere a settimana, cambia un ragazzo a notte, ha
provato gia' cocaina e sesso di gruppo. Curatissima e griffata, ha 14 anni ma
sembra una ventenne e parla come una ventenne. Alla domanda 'ma che vuoi fare
nel futuro?', mi risponde solo: 'Boh'". Dal colloquio, secondo lo
psichiatra, emerge la rabbia di Viola, ma senza motivazioni precise. E una vita
senza regole. "Mi ha detto - racconta Cantelmi - di alzarsi verso le tre
del pomeriggio. Poi va su Facebook. E non mangia. Mi ha spiegato: 'Non vedi che
sono grassa?'". Secondo lo psichiatra la ragazzina non e' grassa, ma lei
non e' d'accordo. Il resto della giornata lo passa "scrivendo su FB",
come racconta lei, "piu' o meno delle cavolate". Alla domanda su chi
governa l'Italia, Viola risponde sicura: "Grillo" e poi: "Ma che
domande sono? Non sei uno psichiatra?".
Come lei c'e' Francesca, 15 anni e
mezzo. "Vive a Parigi da sola, mantenuta dalla madre, separata, con una
storia familiare complessa", racconta lo psichiatra. Anche per lei digiuni
forzati e bevute serali notturne, e gia' diversi coma etilici. "Ma anche
tagli simmetrici, sulle cosce, fatti con lamette, coltellini e graffette. Francesca
mi ha detto che, quando se li fa, prova piacere, si sente viva". E al
medico che cercava di capire: "L'alcol evapora - spiega la ragazza - e con
lui il mio cervello. Perche'? Perche' cosi' non penso al dolore".
Francesca a Facebook preferisce Instagram. "Mi ha detto - riprende
Cantelmi - che posta le sue foto, per sentire di esistere. Instagram e tagli,
alcol e niente cibo". Poi c'e' Virginia. "Anche qui il colloquio e'
punteggiato di 'Boh', micidiali colpi alle nostre pretese adulte",
riflette Cantelmi. Virginia e' la piu' giovane delle tre, 13 anni appena, un
look pesante, con piercing e capelli intrecciatissimi. "La accompagnano a
studio i genitori. Lui un libero professionista in giacca e cravatta, in pieno
luglio, lei insegnante". Con loro Virginia non parla. La sua giornata
prevede ore e ore chiusa in casa, al computer, sempre su FB. E poi uscite tutte
le sere, in cui mangia solo schifezze, per il resto digiuna sempre e torna
ubriaca. "Non mancano i problemi a scuola, dove a detta dei genitori gli
insegnanti non l'hanno capita, lunghi silenzi e tanti 'Boh'. Si tratta di tre
storie che mi hanno colpito profondamente: c'e' tanto vuoto, e soprattutto
l'assenza di ogni pensiero sul futuro, a neanche 15 anni", conclude lo
psichiatra.
PSICONEURONCOLOGIA - CORSO ECM 23 settembre 2013
PROGRAMMA DEL CONVEGNO:
Saluti Istituzionali
• Prof. Lucio Capurso: Direttore Generale
• Dr.ssa Marina Cerimele: Direttore Sanitario
• Dott. Ruggero Di Biagi: Ordine dei Medici Roma
Interventi:
• M. Maschio, L. Dinapoli: Il caso dell’epilessia tumorale: qualità di vita e trattamenti terapeutici
- Inquadramento diagnostico e terapeutico (M. Maschio)
- Qualità di vita e valutazione neuropsicologica (L. Dinapoli)
• T. Cantelmi, C. Cacace: Depressione e Cancro
• Prof. Lucio Capurso: Direttore Generale
• Dr.ssa Marina Cerimele: Direttore Sanitario
• Dott. Ruggero Di Biagi: Ordine dei Medici Roma
Interventi:
• M. Maschio, L. Dinapoli: Il caso dell’epilessia tumorale: qualità di vita e trattamenti terapeutici
- Inquadramento diagnostico e terapeutico (M. Maschio)
- Qualità di vita e valutazione neuropsicologica (L. Dinapoli)
• T. Cantelmi, C. Cacace: Depressione e Cancro
• S. Torelli, E. Ricciardulli, A. D’Andrea, T. Cantelmi: Ti racconto un sogno: il Social Dreaming in Oncologia
Simposio Tematico
• F. Didonna: Mindfulness in Oncologia
QUESTIONARIO ECM
• Lunch Time
14.30 – 15.30: Sessione riservata ai delegati Regionali dell’AIPPC
Il corso attribuisce 4,5 crediti ECM per le seguenti professioni:
- Medico Chirurgo (tutte le discipline)
- Psicologo
- Infermiere
- Assistente Sanitario
- Educatore Professionale
- Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica
- Tecnico di Neurofisiopatologia
- Terapista Occupazionale
Info & modalità di iscrizione
La partecipazione al Convegno è gratuita previa iscrizione
Segreteria organizzativa:
Sig.ra Maria Maiorano - Area di Supporto alla Persona.
Dr.ssa Giorgia Vinci – ITCI Roma - gvinci@itci.it
Tel/Fax: 0644247115 - 3314634451
Sig.ra Maria Maiorano - Area di Supporto alla Persona.
Dr.ssa Giorgia Vinci – ITCI Roma - gvinci@itci.it
Tel/Fax: 0644247115 - 3314634451
Coordinamenti Scientifico:
Prof. Tonino Cantelmi: Responsabile Area di Supporto alla Persona, Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e Istituto Dermatologico San Gallicano – IFO Roma
Dr.ssa Marta Maschio: Area di Supporto alla Persona, Responsabile Centro per la Cura dell’Epilessia Tumorale, Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e Istituto Dermatologico San Gallicano – IFO Roma
Dr.ssa Marta Maschio: Area di Supporto alla Persona, Responsabile Centro per la Cura dell’Epilessia Tumorale, Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e Istituto Dermatologico San Gallicano – IFO Roma
Il convegno è svolto con la collaborazione
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