Itci - Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale

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giovedì 18 febbraio 2010

Come vivere serenamente l'amore

Quando qualcuno ci colpisce e ci innamoriamo, siamo più spaventati oppure felici? Ci mette in crisi sapere che il sentimento che proviamo ci espone al rischio della perdita o spicca il bisogno di verificare se l’altro sarà colui che ci starà accanto tutti i giorni? Tonino Cantelmi, psichiatra, e Michela Pensavalli, psicologa, autori di Scusa se non ti chiamo (più) amore (San Paolo edizioni) spiegano come scegliere il tipo giusto e vivere sereni.

Riconosci le tue emozioni. «Saper decifrare le proprie emozioni – spiega la Pensavalli – vuol dire calarsi nel proprio stile affettivo. Sapere riconoscere le emozioni di base che proviamo quando incontriamo una persona significativa, ci fornisce una mappa per comprendere quali vincoli e quali prospettive di evoluzione potrà avere questo percorso d’amore».

Individua il tuo stile affettivo. «Possiamo immaginare idealmente quattro principali forme di relazione: fobico, perfezionista-ambiguo, depressivo, perfezionista-ossessivo. A partire dalla comprensione di come siamo stati amati – continua la psicologa – e di come abbiamo imparato ad amare, possiamo giungere a capire come ci aspettiamo di esserlo, o farlo, nel presente».

Che rapporto hai con tua madre? «Un buon attaccamento permette la formazione e la creazione di legami affettivi stabili, basati su una buona concezione di sé e un buon livello di autostima Chi ha avuto un attaccamento insicuro, da adulto – spiega la Pensavalli – avrà più difficoltà a decifrare la natura dei propri sentimenti. ll partner verrà spesso scelto e vissuto, senza accorgersene, come una figura strumentale a colmare le proprie insicurezze, un parametro di confronto per accrescere il livello di autostima. La relazione incapperà più spesso in crisi».

Supera i vincoli. «Il criterio per stabilire l’equilibrio affettivo di una persona – dice la psicologa – non è dato dalla presenza o meno, nel suo modo di impostare i legami, di stereotipie relazionali, ma dalla flessibilità con cui è in grado di gestirle. E’ la flessibilità che va coltivata e sudata, anche al prezzo di procedere in controtendenza, rispetto all’istintivo corso delle emozioni, per imparare a sfruttarle, in base ai nostri veri desideri. E’ proprio la flessibilità, che ci permette di amare in modo sano».

Differenziati dalla tua famiglia d’origine. «Diventare adulti liberi non significa smettere di essere in relazione con i propri genitori. Se è vero- continua l’esperta – che l’altro, soprattutto la figura di attaccamento infantile, ha un ruolo e un potere notevole per la definizione della propria identità, abbandonare la zavorra delle immagini di noi che ancora non tornano e smettere di chiederne una ricomposizione, è l’accettazione che il ruolo dei genitori è finito, che ormai siamo in grado di farci definire da altro (e altri)».

Rinsalda continuamente la fiducia in te e nel partner. «L’amore può non essere vissuto in funzione d’insicurezze e mascheramenti né in termini di ricompensa per ciò che non si è avuto, ma costituisce, una base sicura per scoprire, attraverso l’incontro con l’altro, chi siamo e chi siamo stati, andando incontro all’esperienza di amare in maniera matura e autentica. Una sfida rischiosa, che comporta rotture e riprese di equilibri personali, ma che ha in sé l’essenza vera della vita e della libertà».

Persegui la libertà . «Un amore sicuro permette che l’altro ci sottragga alla nostra individualità, ci trascini oltre le nostre certezze, mettendole in dubbio per liberarci dal peso di una soggettività sterile che nega l’unione autentica di due anime, nell’esperienza totalizzante dell’amore» conclude la Pensavalli.

Di Barbara Songia

lunedì 15 febbraio 2010

Scusa se non ti chiamo (più) amore. Come scegliere il partner e vivere felici







Autore/i: Tonino Cantelmi, Michela Pensavalli

Editore: San Paolo Edizioni

Data di pubblicazione: 2010








Che cosa ci porta a scegliere il nostro partner? Quali dinamiche sono costantemente e non coscientemente in gioco nella relazione con il partner? Il celebre psichiatra e psicoterapeuta Tonino Cantelmi sceglie di partire in questo percorso da un punto fermo: l’amore di coppia come processo di attaccamento, cosi importante e significativo da strutturarsi fin dalla prima relazione fondamentale, quella con la madre (parte prima). La personalità si forma e risponde a determinate caratteristiche che verranno in seguito a correlarsi con la scelta del partner che ha caratteristiche complementari (parte seconda). Il libro vuoi essere anche una proposta di riflessione (nella sua terza parte) su come vivere meglio la scelta del partner in virtù della capacità di superamento dei limiti caratteriali, personali, dovuti al proprio passato e ai legami con la famiglia di origine, di ciascun membro che partecipa alla coppia.

mercoledì 10 febbraio 2010

Intervista per Raidio IN BLU degli autori (T.Cantelmi, M. Pensavalli)

IL LIBRO: Alla luce di quanto viviamo, leggiamo e sentiamo vibrare intorno a noi, ogni giorno, luomo e la donna possono ancora costruire relazioni affettive reali? È la domanda che viene snocciolata in questo libro scritto a quattro mani da uno psichiatra e una psicoterapeuta che lavorano a Roma: Tonino Cantelmi e Michela Pensavalli. La risposta è Scusa se non ti chiamo (più) amore (Edizioni San Paolo).
Il libro lancia una sfida, pesante ma da affrontare: come scegliere il partner e vivere felici. Senza nascondere difficoltà, il volume offre delle mappe per orientarsi e vivere dimensioni affettive sane e soddisfacenti. Perché cè di buono che le relazioni damore sono possibili; è lì che dobbiamo mettere quello che cerchiamo nei paradisi telematici, unanestesia verso varie forme di una felicità di cartapesta.

Un libro non sullamore ma sui modi di amare anzi, sugli stili di amore. Lidea di questo libro nasce proprio dalla consapevolezza del potere che ha Eros di influenzare il benessere psicofisico di un individuo, e della difficoltà in cui spesso ci troviamo per riuscire a capirci qualcosa. Lintento - dicono nella prefazione i coautori - è quello di fornire una prospettiva di speranza a quelli convinti che nessuno ha mai voluto bene a loro e nessuno li amerà mai in futuro, o a chi vive con langosciante dubbio di non essere capace di amare.

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